Zucchero, fine delle quote e il mercato diventa libero

Dal 1° ottobre 2017 verranno abbattute tutte le barriere. La bieticoltura italiana di fronte alla sfida della liberalizzazione produttiva


zucchero

Dal 1° ottobre 2017 il regime delle quote zucchero sarà soppresso e il settore bieticolo-saccarifero entrerà nella nuova fase di liberalizzazione produttiva.

La soppressione delle quote è una scelta coerente con l’obiettivo della Pac di smantellamento delle vecchie misure di mercato, che ha portato all’abolizione di tutte le forme di restrizione della produzione. Infatti, oltre le quote zucchero, la nuova Ocm unica (Reg. 1308/2013) ha previsto la soppressione delle quote latte (dal 1° aprile 2015) e dei diritti di impianto dei vigneti (dal 1° gennaio 2016).

Con la totale liberalizzazione del mercato dello zucchero, si porrà fine ad una politica trentennale di contenimento dell’offerta.

L’abolizione delle quote zucchero ha riscontrato la ferma opposizione del mondo bieticolo-saccarifero, ma ormai la politica ha fatto la sua scelta e il settore deve prepararsi alla sfida della liberalizzazione, pur con molte incognite.

 

Un po’ di storia

Dopo la grande riforma del settore del 2006, rafforzata nel 2008, l’attuale Ocm zucchero presenta strumenti di mercato molto più leggeri (tab. 1).

I prezzi istituzionali sono stati progressivamente aboliti dal 2006 al 2010; basti pensare che fino al 2006, il prezzo di intervento dello zucchero era fissato a 631,9 €/t. Allo scopo di proseguire sulla via dell’abbandono dei meccanismi pubblici di intervento, la riforma del 2006 ha abolito il regime di intervento e il prezzo di intervento dello zucchero. In linea con quanto avvenuto in altri settori, il sistema di intervento è stato sostituito dagli aiuti all’ammasso privato, che consistono nella possibilità di ritirare temporaneamente determinati quantitativi di zucchero dal mercato.

Oggi è in vigore solamente un prezzo di riferimento, fissato a 404,4 €/t per lo zucchero bianco e a 335,2 €/t per lo zucchero grezzo (tab. 1). Al di sotto di questi prezzi, l’intervento dell’Ue si limita ad un aiuto all’ammasso privato.

Rimane in vigore lo strumento degli accordi tra zuccherifici e bieticoltori, allo scopo di garantire un giusto equilibrio tra i diritti e gli obblighi degli zuccherifici e dei produttori di barbabietole da zucchero.

 

Le quote di produzione

Nel 2006, la riforma dell’Ocm zucchero ha rivoluzionato il settore bieticolo-saccarifero con il piano 2006-2009 di ristrutturazione dell’industria europea dello zucchero che ha portato alla rinuncia di 5,8 milioni di tonnellate di quota. Alla fine di questo processo quadriennale – elemento centrale della riforma dello zucchero del 2006 –, la quota di zucchero e isoglucosio dell’Ue è scesa a 14 milioni di tonnellate, di cui 13,5 milioni di tonnellate per lo zucchero (tab. 3).

La quota di produzione dell’Italia nell’Ue è passata dal 8,6% al 3,8%; attualmente l’Italia produce circa il 30% del suo fabbisogno di zucchero.

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 2/2017 L’Edicola di Terra e Vita


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