Xylella, sbloccare i reimpianti

Cambia la normativa. Ma non si ferma l’invasione di specie aliene


Xylella

Dopo più di tre anni di danni da Xylella fastidiosa, la beffa del perdurare di misure di emergenza che impediscono i reimpianti e bloccano i vivai. Il 2016 è infatti stato un anno importante per la gestione dell’emergenza negli oliveti salentini. L’Efsa ha spazzato via ogni possibile fraintendimento sulla causa della sindrome dei disseccamenti, legati inesorabilmente al ceppo Codiro di Xylella fastidiosa subspecie pauca (in foto il vettore Philenus spumarius).

In giugno la Corte di Giustizia Ue ha confermato la legittimità degli abbattimenti come misure di contenimento, inducendo la Procura di Lecce ad annullare il procedimento di sequestro degli ulivi infetti. Per ricomporre il quadro dell’emergenza all’interno di una cornice di relativa “normalità” mancano però ancora due tasselli: la definitiva approvazione da parte del Consiglio regionale delle nuove linee guida messe a punto dalla Puglia e, soprattutto, il responso dell’audit effettuato in autunno dagli ispettori fitosanitari europei.

 

Rischio desertificazione

«Serve – afferma Giovanni Melcarne – ogni possibile azione di pressione per sbloccare la situazione: il divieto di reimpianto rischia di prolungare sine die la crisi degli olivicoltori e dei vivaisti salentini». La panoramica della zona infetta è sconfortante: i disseccamenti avanzano, la lista delle piante suscettibili si allunga, si rischia la desertificazione colturale, eppure le alternative esistono. Melcarne è agronomo e titolare dell’azienda olivicola Forestaforte, ma è anche tra i promotori delle ricerche in corso sulla tolleranza varietale. È su esperienze come questa che si basano i presupposti per rimuovere il blocco ai nuovi impianti. Nel corso del recente 28° Forum di Medicina Vegetale organizzato da Arptra (Associazione dei tecnici e ricercatori in agricoltura) a Bari, in una tavola rotonda moderata da Terra e Vita, Anna Percoco, dell’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia, ha fatto il punto sull’avanzamento dell’epidemia.

 

Monitoraggi e innesti 

Entro lo scorso 31 dicembre la Regione aveva l’onere di dimostrare a Bruxelles di avere sotto controllo tutta l’area di contenimento in modo da individuare con certezza le aree indenni dal pericoloso batterio.

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