Xylella, un piano di lotta condiviso

Indennizzi per espianti e conversioni. Le proposte di modifica al ddl pugliese


Xylella

Più condivisione e meno polemiche. La Regione Puglia si appresta ad approvare il disegno di legge sulla “Gestione della batteriosi da Xylella fastidiosa” e la IV Commissione consigliare ha avviato una serie di audizioni per ascoltare le osservazioni delle associazioni di categoria e del mondo accademico e consegnare al più presto al dibattito in Aula il testo di legge da approvare, eventualmente emendato o integrato.

 

Manca la previsione di spesa

«Apprezzabile l’approccio – dichiara Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia –, ma il ddl mostra evidenti disallineamenti con la normativa nazionale, che lo rendono soggetto a impugnazione». Il piano regionale contiene infatti provvedimenti obbligatori in caso di accertamento di infezione delle piante, quali incappucciamento, recinti di protezione. «Vengono anche previste – continua Cantele – sanzioni amministrative in caso di inadempienza  a carico delle sole imprese agricole (che sono la parte lesa), ma non viene indicato se gli agricoltori saranno indennizzati per l’eradicazione di piante».

Oltre a rimarcare «l’assoluta mancanza di una previsione di spesa» Coldiretti ritiene «“fuori tema” l’art. 11 sull’istituzione dell’Agenzia regionale, a cui vengono assegnati ruoli e compiti che in molti punti nulla hanno a che fare con l’emergenza e che appesantirebbero in termini di costi e adempimenti burocratici. «Riteniamo importante rivedere il ddl, visto che a fine settembre la Commissione Ue ha bacchettato ancora l’Italia per i ritardi e le inadempienze nella gestione dell’emergenza».

 

Riconversione, ma non a bosco

«Siamo favorevoli all’espianto delle piante infette – afferma Giannicola D’Amico, vicepresidente regionale di Cia Puglia – e al reimpianto con varietà più tolleranti al batterio, ma agli olivicoltori danneggiati bisogna garantire un equo indennizzo che tenga conto di danni diretti e mancati redditi e occorre garantire anche contributi specifici per attuare le pratiche colturali e le misure fitosanitarie contro la diffusione del vettore».

Cia Puglia considera inoltre poco attuabile l’isolamento degli olivi presenti nei 100 m dall’olivo certificato infetto, «Bisognerebbe realizzare recinzioni con reti alte almeno 10-12 metri».

Anche Confagricoltura apprezza lo sforzo regionale «ma auspichiamo – dice Donato Rossi, presidente regionale di Confagricoltura – un reale allineamento fra le tre parti in causa: Regione, Governo nazionale e Ue. Esigiamo poi chiarezza e tempestività sia per il risarcimento degli olivicoltori danneggiati sia per i programmi di riconversione colturale, chiede quindi l’adeguamento del plafond finanziario messo finora a disposizione».

«Le sanzioni per il mancato rispetto delle misure fitosanitarie – aggiunge Rossi –, dovrebbero essere a carico non solo degli agricoltori, ma anche degli enti pubblici che non hanno cura delle aree a verde pubblico, delle aiuole spartitraffico, dei bordi delle strade e dei canali, dove prolificano specie vegetali ospiti del batterio e del vettore. Chiediamo infine un aiuto concreto a favore delle aziende olivicole che si dichiarano disponibili a ospitare progetti di ricerca antiXylella».

Il Governatore Michele Emiliano ricorda ai partecipanti alle audizioni l’impegno a ricondurre ad un’unica voce lo sforzo per fronteggiare la Xylella. Per l’assessore Leonardo Di Gioia il ddl realizza il primo strumento organico di rango legislativo per governare questa materia. «Fare polemica – ribadisce l’assessore – è un atto irresponsabile su un  tema così delicato:  abbiamo realizzato queste norme dopo serene e attente attività di ascolto».

I progetti di ricerca sulla Xylella in valutazione in Puglia


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