Vite da tavola Tripidi sotto controllo


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Nella generalità dei vigneti sono già stati eseguiti gli interventi cautelativi di prefioritura contro peronospora (Plasmopara viticola) e oidio (Uncinula necator). Al raggiungimento della fase di post-fioritura si prosegue il programma di difesa anticrittogamico effettuando un secondo trattamento, per proteggere i grappoli, abbinando gli antiperonosporici con gli antioidici, alternando i numerosi prodotti disponibili che consentono varie strategie di difesa. Successivamente si proseguirà la difesa dall’oidio (Uncinula necator) con criteri preventivi fino all’invaiatura. Per la difesa antiperonosporica va programmato un trattamento cautelativo in fase di post-allegagione, anche se prima di questa fase potrebbero rendersi necessari ulteriori interventi se il tempo dovesse presentarsi piovoso, consentendo nuove infezioni del fungo.

Trappole azzurre

Per le uve da tavola, in post-fioritura, contemporaneamente al trattamento antioidico e antiperonosporico andrà effettuato un intervento contro i tripidi (Frankliniella occidentalis in particolare), pericolosi fino al superamento dell’allegagione per i danni diretti che provocano sui frutticini con le ferite di ovideposizione e di alimentazione. Si ricorda che i tripidi prediligono piante ricche di polline, come molte crucifere spontanee che è buona norma non distruggere per limitare il passaggio di questi insetti dai fiori “di campo” a quelli della vite. Il posizionamento di trappole cromotropiche azzurre nel vigneto o lo scuotimento dei grappoli su un foglio bianco (sul quale risalteranno gli adulti e gli stadi preimaginali che vi sono caduti) sono metodi semplici e utili per monitorare la popolazione di questo insetto. Tra le sostanze attive contro i tripidi si citano metiocarb, formetanate e spinosad. Si ricorda che l’acrinatrina, in passato utilizzata anche contro i tripidi, dal 2013 è impiegabile su vite esclusivamente contro le cicaline.

In condizioni di forti infestazioni, potrebbe essere necessario un terzo intervento a circa sette-dieci giorni da quello di post-fioritura (coincidente, più o meno, con la fase di allegagione). In tal caso si potrebbe valutare la possibilità di utilizzare un prodotto insetticida (spinosad, clorpirifos-metile) con attività anche nei confronti della tignoletta (Lobesia botrana), per la possibile coincidenza del II volo del lepidottero che andrà opportunamente monitorato con le trappole sessuali.


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