Virosi dei cereali sottovalutate

Il clima invernale mite favorisce la diffusione di Nanismo e Mosaico comune


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Taglia insolitamente bassa per orzo e frumento. Un carattere perseguito per anni come obiettivo primario dei progetti di miglioramento genetico emerge quest’anno in molte aree cerealicole della Penisola, soprattutto al Nord-Est, come conseguenza di un’annata insolita dal punto di vista climatico. Il ciclo colturale accelerato da un inverno mite (il secondo di seguito) è infatti stato successivamente rallentato da una primavera a lungo caratterizzata da temperature sotto media e piogge insistenti.

Occhio agli “scalini”

Niente di male, finchè la taglia rimane omogenea tra le diverse varietà e i diversi campi. Occhio, viceversa, ad eventuali “scalini”. A partire da aprile sono infatti comparsi in molti campi di grano della pianura Padana (ma anche in alcune regioni del Centro) giallumi e altri sintomi atipici legati a diverse cause. Su questa rivista (Gianfranco Pradolesi su Terra e Vita 13, pag 18) li abbiamo già attribuiti ad asfissia radicale, septoriosi e mal del piede, ma c’è di più. La diffusione di pericolose virosi come quella del Nanismo giallo (BYDV), del Mosaico comune (SBCMV) e l’inedita fisiopatia delle Tacche fisiologiche sono infatti favorite dall’andamento climatico.

Pullulano gli afidi

L’autunno mite ha infatti giovato in favore della diffusione degli afidi (vettori del nanismo) per il terzo anno consecutivo, rendendo ormai il virus BYDV endemico su gran parte del Nord ed in alcune zone del Centro Italia. Sempre l’autunno mite e l’umidità del terreno hanno poi favorito la moltiplicazione del virus del mosaico e la diffusione del vettore, il protozoo Polymyxa graminis presente nel terreno.

Le forti escursioni termiche di marzo –aprile possono poi aver favorito l’espressione delle Tacche fisiologiche su grano tenero e duro (con diverse sensibilità varietali), un fenomeno già conosciuto in Francia e che ora sembra prendere piede anche nel nostro Paese. I successivi e programmati interventi di diserbo e difesa effettuati su colture stressate o colpite da virosi hanno accentuato i sintomi già presenti.

Mosaico endemico

«Il problema della virosi del mosaico comune – stigmatizza Concepcion Rubies Autonell, docente di virologia del Dip. Dista, area di Patologia vegetale dell’Università di Bologna –, in particolare, è troppo sottovalutato». Identificato negli anni ’20 dello scorso secolo negli Usa e segnalato in Italia nella Pianura Padana da Antonio Canova negli anni ’50, è stato in seguito riclassificato nel 2005, anno in cui, in base alle differenze genomiche (Ratti et al.), sono state distinte tre specie SBWMV (Soil-borne wheat mosaic virus) negli Usa, CWMV (Chinese wheat mosaic virus) e appuinto SBCMV (Soil-borne cereal mosaic virus) in Europa. Le indagini ne hanno messo in luce l’ampia diffusione in numerose province padane in Lombardia, Emilia e Veneto e nel Lazio. Ma segnalazioni non risparmiano tutte le zone cerealicole dell’arco adriatico e anche della Sicilia. «Le prove varietali allestite nell’azienda agraria dell’Università di Bologna a Cadriano – descrive Rubies – hanno messo in luce vistose differenze sulla sensibilità varietale. Su molte varietà di frumento duro l’effetto è però devastante e quest’anno si rischia di perdere almeno il 50% del raccolto nei campi colpiti». Un effetto che purtroppo rimane nel tempo: le spore durevoli di Polymyxa graminis possono infatti rimanere attive nei terreni per 15 anni. E l’unica soluzione in questo caso è sviluppare e coltivare varietà resistenti.

I sintomi (sviluppo stentato, morie invernali, macchie clorotiche sulle foglie) possono essere confusi con cause abiotiche. Per distinguerli può essere utile l’esame delle foglie in trasparenza per notare la presenza di striature e mosaici (si veda anche Terra e vita 12/2014, pag.15). Con l’avanzare della stagione, appena la temperatura supera i 20-25°, la replicazione del virus è inibita e i sintomi tendono a sparire. «Ma gli effetti sulle rese – stigmatizza – rimangono, sia come peso che come minor numero di cariossidi per spiga».

L’inserimento del Nanismo

Un quadro complicato dall’”inserimento” di un’altra pericolosa virosi, quella del Nanismo giallo (BYDV, Barley yellow dwarf virus trasmessa dagli afidi (Rhopalosiphum padi, Metopolophium dirhodum, Sitobium avenae, ecc, ovvero le specie più comuni sui cereali vernini) sia su frumento che su orzo. «Ne abbiamo riscontrato una forte presenza – testimonia Stefano Ravaglia di Sis, -, non solo nella pianura padana, ma anche in Toscana e nelle Marche, già in autunno avanzato, soprattutto sulle varietà alternative più adatte ai cicli lunghi e semine precoci». Un problema che ha convinto la società sementiera con sede a Idice (Bo) ad organizzare prove per mettere in evidenza la sensibilità varietale e l’efficacia dei trattamenti di concia insetticida del seme e di trattamenti insetticidi autunnnali per abbassare la pressione del vettore.

Una preoccupazione che coinvolge anche Apsov. «La difficoltà degli ultimi anni- ricorda Luca Minelli, responsabile sviluppo prodotti – nell’ individuare utili finestre di semina tardo invernali ha spinto molti produttori ad anticipare il ciclo colturale dei cereali anche nelle regioni dove questa pratica non era diffusa». Il progetto semine precoci di Apsov si basa sull’utilizzo di varietà ad habitus invernale, adeguatamente protette dalla trasmissione di virosi e dagli attacchi degli insetti terricoli attraverso una concia specifica. «I sintomi di BYDV – testimonia – si sono manifestati in primavera con arrossamenti e chiazze giallastre anche in Piemonte. In seguito sono rimasti solo gli “avvallamenti” a testimoniare le zone dei campi dove la virosi ha colpito». Apsov sta promuovendo la soluzione a queste problematiche allestendo in collaborazione con il Dip. Disafa dell’Università di Torino prove di efficacia della concia insetticida su frumento.

Una soluzione questa, già adottata in Veneto dall’azienda agricola Mian & Serraglia di Mira (Ve). «Qui i sintomi del virus del nanismo del grano – ricorda il titolare Efrem Destro – si sono già manifestati negli ultimi anni spingendoci ad adottare la soluzione della concia su tutti i 180 ettari aziendali destinati alla produzione di grano tenero di qualità (su un totale di 650)». E quest’anno la persistenza delle infestazioni di afidi hanno spinto Destro ad abbinare un insetticida anche nel secondo trattamento fungicida in spigatura, per abbassare la popolazione dei vettori e proteggere la foglia a bandiera da danni diretti.


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