Vigilare la Xylella (senza panico)

Soprattutto nelle aree indenni vicine al Salento in fase di raccolta sarà utile conoscere i sintomi che possono far ipotizzare un inizio di infezione da Xylella


Xylella

La raccolta delle olive, soprattutto dove la meccanizzazione non è molto spinta, è una buona occasione per osservare da vicino le piante e rilevare eventuali sintomi di problemi fitosanitari contro i quali si potrà opportunamente intervenire.

Tra le varie cause di disseccamento dell’olivo, da pochi anni, purtroppo, si è aggiunto nel nostro Paese un nuovo e pericoloso patogeno che per ora sta creando gravissimi problemi solo nel Salento, l’area meridionale della Puglia. Si tratta di un ceppo di Xylella fastidiosa, batterio xilofago capace di infettare oltre 150 specie vegetali e noto soprattutto perché responsabile di temute malattie della vite (malattia di Pierce) e degli agrumi (variegatura infettiva).

I nuovi focolai

Per l’elevato rischio che l’introduzione di X. fastidiosa potrebbe comportare su varie colture dei Paesi europei, il batterio è un patogeno da quarantena e il suo ritrovamento in Puglia, primo caso in Europa, ha suscitato forte attenzione mediatica e spinto le autorità fitosanitarie europee a richiedere interventi di lotta obbligatoria che probabilmente non hanno precedenti nella storia della fitopatologia italiana.

È ormai noto come “piano Silletti”, dal nome del commissario nominato per fronteggiare l’emergenza Xylella, il provvedimento nazionale che ha disposto la creazione di una barriera fitosanitaria di oltre mille chilometri quadrati, dal mare Jonio all’Adriatico, nel tentativo di contenere l’infezione che dal Salento rischia di risalire lungo la penisola compromettendo l’intero patrimonio olivicolo italiano.

Purtroppo è stato recentemente reso noto il ritrovamento di 3 nuovi focolai della malattia in oliveti della provincia di Brindisi mentre le misure di eradicazione (che comportano la rapida distruzione delle piante infette e di quelle adiacenti nel raggio di 100 metri) stentano ad essere attuate per le apposizioni legali e le proteste di varie associazioni e cittadini.

Sintomi veri e falsi

La buona notizia è che, ad oggi, nonostante i media abbiano alimentato una sorta di “psicosi da Xylella”, la malattia non sembra essere uscita dai confini del Salento e che i saggi di patogenicità condotti sul ceppo specifico sembrano confermare la sua incapacità ad infettare gli agrumi e la vite.

Soprattutto nelle aree indenni vicine al Salento, dunque, in fase di raccolta sarà utile conoscere i sintomi che possono far ipotizzare un inizio di infezione da Xylella. Quelli più evidenti, ma meno specifici, consistono in disseccamenti isolati o diffusi su parti esterne della chioma, che sono simili a quelli prodotti dagli scolitidi (Phloeotribus scarabeoides, Hylesinus oleiperda). Se la causa è l’infestazione di questi insetti, alla base dei rametti diseccati si osserveranno dei fori e delle gallerie subcorticali.

 

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