PREVISIONI MONDIALI –

Usa di nuovo protagonisti dei mercati dei cereali. Grano: l’Est recupera.

Usda, stime record per mais e soia

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La saggezza popolare ci insegna che un “pessimista è un ottimista che sa come va a finire”.

In un’epoca dominata da mille timori, gli ultimi dati previsionali sui raccolti, resi recentemente disponibili dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (Usda), lasciano ben sperare per i quantitativi delle future produzioni mondiali di cereali e semi oleosi.

I consumi dovrebbero quindi essere garantiti e le tensioni di approvvigionamento in diminuzione.

La locomotiva agricola Usa, dopo anni magri, sembra essersi rimessa in moto tant’è che vengono previsti raccolti record per il mais e i semi di soia.

Il momento è delicato. Ci troviamo infatti in una fase ancora di transizione fra le vecchie produzioni, che vanno esaurendosi nella classica congiuntura di “scarsità” di fine campagna, e i nuovi raccolti “in fieri”.

Le previsioni si sa, vanno poi verificate a posteriori e i prossimi mesi, con andamenti climatici altalenanti e ancora una volta “anormali”, saranno cruciali nel confermare o meno i dati degli analisti americani.

Occorre infatti considerare che nell’emisfero “boreale” per il mais e la soia il tempo è ancora quello delle semine con tutte le incertezze connesse a una lunga estate di coltivazione.

Una migliore approssimazione dovrebbe invece considerarsi per i grani, più vicini al traguardo dei nuovi raccolti.

La produzione mondiale di grano è stata stimata in circa 700 milioni di t (45 in più della corrente) grazie soprattutto all’incremento previsto nei paesi dell’Est (ex Urss) oltremodo penalizzati nella scorsa campagna dagli eventi climatici. Meno marcato, ma pur sempre apprezzabile, l’aumento di produzione dell’Ue (stimato in +5 milioni di t). In controtendenza la produzione Usa che registra un calo dovuto alle avverse condizioni climatiche di una primavera “in eterno ritardo”.

Dove gli Stati Uniti hanno cambiato la faccia del mercato è però nelle previsioni di produzione del “corn”. Il mais è stato stimato nel mondo in oltre 965 milioni di t (+108 rispetto al 2012/’13) con un incremento quasi interamente dovuto ai risultati attesi dai farmers del corn belt. Se così sarà, gli Usa torneranno quindi protagonisti del mercato mondiale del mais.

Infine la soia: confermate le produzioni molto soddisfacenti del Sud America (Argentina e Brasile) che ha ormai ultimato i raccolti e previste buone per gli Stati Uniti in cui però siamo ancora in piena semina. Tenuto conto di ciò, i raccolti sono complessivamente stimati in circa 285 milioni di t (+16 rispetto alla passata campagna, ma ben 46 rispetto a quella del 2011/12 ) includendo anche le produzioni dell’Argentina e del Brasile le cui semine verranno realizzate quest’autunno.

La Cina, vista la costanza produttiva prevista per quest’anno, manterrà come nel passato il ruolo di “idrovora” di questo seme.

Non tutto quello che brilla è però oro. Una così buona disponibilità di materia prime potrebbe, se confermata dai futuri andamenti climatici, avere effetti negativi sulle quotazioni e quindi sulle aspettative di remunerazione degli agricoltori.

La prudenza come sempre è d’obbligo e la differenza fra “l’ottimista e il pessimista” la si vedrà solo alla fine. n

(Tabelle: elaborazione Pellati Informa su dati Usda)

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