LIBERO SCAMBIO ATLANTICO –

Preferenze collettive e tutela delle indicazioni geografiche: rischi e opportunità del grande negoziato.

Usa-Ue, il prezzo agricolo dell’intesa

ttip

La scorsa settimana
è arrivato lo storico
via libera al negoziato
per la realizzazione di
un’area di libero scambio
tra Unione europea e Stati
Uniti d’America.

L’annuncio è stato dato
dal presidente della Commissione
europea, José Manuel
Barroso, in occasione
del recente vertice del G-8
in Irlanda del Nord.

Le trattative partiranno
rapidamente. Infatti, la prima
riunione tra le due delegazioni
si terrà l’8 luglio
prossimo, ha indicato Barroso,
con l’obiettivo di arrivare
all’intesa finale al massimo
tra due anni.

Il mandato negoziale che
il Consiglio Ue ha affidato
alla Commissione traccia
anche le «linee rosse» da
non superare nella trattativa
sui punti più sensibili in materia
agro-alimentare.

Relativamente alle «preferenze
collettive» – vale a
dire Ogm e ormoni utilizzati
negli allevamenti – l’accordo
con gli Usa, si precisa
nel testo, dovrà preservare
l’assetto normativo comunitario
e non rimettere
in discussione le legislazioni
in vigore negli Stati
membri.

Inoltre, dovrà essere prevista
una tutela effettiva delle
indicazioni geografiche
protette, anche mediante
una chiara procedura di regolazione
delle controversie
in materia di usurpazione
delle denominazioni, in
particolare per i vini.

Attualmente, il saldo del
commercio agro-alimentare
tra le due sponde dell’Atlantico
è favorevole alla Ue
per circa 6 miliardi di dollari,
e il 40% dell’export della
Ue è costituito da vini,
liquori e birra. Mentre le
importazioni dagli Usa coprono
il 20% del fabbisogno
comunitario di semi di
soia.

L’avvio dei negoziati è
stato accolto con reazioni
contrastanti da parte del
mondo agricolo. Negli Usa,
infatti, hanno largamente
prevalso i commenti di segno
positivo, mentre a livello
comunitario sono state
espresse preoccupazioni sul
possibile impatto della liberalizzazione
degli scambi.

«Siamo fiduciosi sul fatto
che l’accordo con la Ue
sarà vantaggioso per l’agricoltura
americana», ha dichiarato
il presidente dell’American
Farm Bureau
Federation, Bob Stallman.

«Le misure sanitarie e fitosanitarie
imposte a livello
comunitario, comprese le restrizioni
in materia di Ogm,
non sono altre che un sistema
per impedire il commercio
– ha aggiunto Stallman
-. Seguiremo con grande attenzione
l’evoluzione del
negoziato, per fare in modo
che si impongano nuove regole
basate esclusivamente
sull’evidenza scientifica».

Oltre alle riserve espresse
in materia di Ogm e sull’uso
degli ormoni, le organizzazioni
agricole europee
temono anche lo smantellamento
dei meccanismi di regolazione
dei mercati previsto
dalla Pac.

Secondo la Federazione
degli allevatori francesi di
capi bovini (Fnb), l’accordo
con gli Usa porterà a un
forte aumento delle importazioni
di carne bovina, perché
i produttori europei non
possono essere competitivi
con i prezzi americani, che
sono nettamente più bassi.

La Fnb ha quindi lanciato
un forte allarme: «I consumatori
debbono essere coscienti
di quello che rischiano
di perdere: l’identità dell’agricoltura
comunitaria e
la sicurezza alimentare».


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