Diserbo frumento: un occhio al termometro per i trattamenti

Miscele più o meno complesse, anche preconfezionate, da usare in un’unica soluzione


foto 2

Nella definizione dei più efficaci sistemi di gestione delle infestanti nelle colture cerealicole, al fine di massimizzare le rese finali, oltre all’ampia disponibilità di principi attivi adatti ad ogni situazione, occorre iniziare a considerare altri numerosi fattori. L’efficacia delle strategie di diserbo è infatti dipendente dalle variabili condizioni climatiche del periodo antecedente e immediatamente successivo alle operazioni di semina, che ovviamente influenzano le dinamiche di emergenza delle infestanti, o dalle modalità di semina (minima lavorazione, sodo, convenzionale), dalla precessione colturale, dalla costante progressione di popolazioni di infestanti resistenti, sia graminacee che dicotiledoni, senza poi dimenticare il contesto normativo, sempre più in evoluzione, compresa la direttiva sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, che ha lo scopo di migliorare l’impiego dei “pesticidi” e di conseguenza ridurre l’impatto ambientale. In questo contesto, tutte le leve agronomiche per ridurre la pressione delle infestanti sono l’unica arma per preservare nel tempo l’efficacia degli innumerevoli formulati, ma pochissimi meccanismi d’azione disponibili attualmente e purtroppo anche nel prossimo futuro. Riconsiderare le tradizionali arature, almeno ogni 3-4 anni, unitamente alla falsa semina ed eventualmente ad un leggero posticipo della data di semina, sono comportamenti che senza ombra di dubbio comportano una sostanziale riduzione della pressione di infestazione, con particolare riferimento alle infestanti ad emergenza più precoce, graminacee in particolare (Alopecurus, Lolium, Bromus).

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 4/2017 L’Edicola di Terra e Vita


Pubblica un commento