Tra tradizione e innovazione l’apicoltura si evolve

In Sicilia un ingegnere civile ha ‘sposato’ la terra


sportello giovani

Nicolò Lo Piccolo, 28 anni, ingegnere civile e ambientale nel 2006 fonda la Biogold Sicilia facendola diventare la sua professione a differenza del padre e del nonno che avevano coltivato la terra solo come seconda attività.

Comincia da giovane, alle scuole superiori, a interessarsi alle api, un mondo affascinante che lo aveva incuriosito osservando gli apicoltori nomadi che spostavano le arnie nella riserva quando era più piccolo. L’azienda, infatti, ricade nel Bosco di Santo Pietro a Caltagirone (Ct) facente parte della Rete Natura 2000, uno strumento della politica dell’Ue per la conservazione della biodiversità; è un sito di interesse comunitario (Sic) e una zona di protezione speciale (Zps). Solo queste indicazioni possono farci intuire le condizioni in cui avviene la coltivazione, totalmente integrata con la natura. Il padre conoscendone la passione, gli indica la possibilità di iscriversi ad un corso di apicoltura durante gli ultimi anni delle superiori, da allora è iniziato il suo percorso che ha portato alla fondazione dell’azienda ad indirizzo prettamente apistico. Nicolò ha così ampliato la coltivazione dei pescheti, introducendo diverse varietà coltivate, ha avviato la trasformazione in confetture e ha aggiunto diversi altri fruttiferi. Oggi in azienda ci sono anche 120 meli, 30 peri, 40 melocachi, 60 albicocchi e ancora melograni e numerose ortive a rotazione in base alla stagione.

Biogold Sicilia fonda la sua identità nella tradizione della gestione familiare e nella coltivazione biologica accoppiate alle nuove strategie di business.

«Oggi applico a tutte le colture – spiega Lo Piccolo – un programma di semina e raccolta scalari in modo da ottenere un prodotto fresco, di qualità che non si deve svendere». In questo modo, inoltre, alla fine dell’anno si ha un maggior numero di piante coltivate totali, con un maggior fatturato per l’azienda.

I prodotti non passano dai mercati generali, come nel caso della maggioranza dei produttori che preferiscono sottostare alle condizioni degli intermediari senza fare rete. L’azienda piuttosto, punta sulla filiera corta ed in particolare sulla vendita online di un prodotto sempre fresco (non possiede neanche celle frigorifere) e “coltivando il rapporto in prima persona con i clienti”.

Il punto di forza dell’azienda è proprio il contatto cliente/produttore, infatti, Nicolò conosce tutti i suoi acquirenti ed è stato grazie al passaparola che l’azienda è cresciuta, rappresentando quindi il migliore strumento di pubblicità. «Il servizio clienti è rappresentato dal mio numero di cellulare, dice sorridendo Nicolò».

Biglietto da visita virtuale

Il sito internet è stato fin dall’inizio un biglietto da visita; in questo modo il cliente può visionare con calma i prodotti ed ordinarli da casa. Inoltre questo permette di gestire efficientemente gli ordini perché la raccolta interessa solo quello che viene realmente richiesto.

Una giornata tipo prevede la mattina la preparazione delle cassette in base agli ordini del giorno precedente, le consegne avvengono a domicilio in giornate stabilite a Catania centro e nei paesi etnei, secondo una schema ben preciso, dalla più lontana alla più vicina. I prodotti che poi riman

gono invenduti, vengono donati alla Caritas.

Per quanto riguarda le api, si produce miele e derivati, anche cosmetici.

La pappa reale è prodotta in modo intensivo ottenendo 50 – 100 kg rispetto a 1 – 2 kg di qualche anno fa. Ogni alveare ha un marchio dell’Asp che controlla lo stato di salute delle famiglie di api. La regina è marchiata con un colore internazionale che indica l’anno di nascita, blu per il 2015.

Il periodo autunno – vernino non è certamente intenso come quello primaverile – estivo, ma le fioriture di rosmarino e corbezzolo in inverno garantiscono l’attività alle api ed è proprio in questo periodo che si dà spazio alla progettazione e a nuove idee.

La famiglia ha subito creduto in Nicolò e nonostante la farraginosità della burocrazia italiana, che demotiva in generale gli imprenditori che vogliono investire nel proprio paese, l’ingegnere ha deciso di rimanere in Sicilia e ha rifiutato diverse offerte provenienti anche dalla Nuova Zelanda e dall’Australia.

È quindi un esempio, una realtà che può spronare altri giovani agricoltori ed è stato oggetto di un video disponibile su youtube: “Nuovi Fattori di Successo”, documentario sulle buone pratiche di sviluppo rurale realizzate da giovani agricoltori che hanno beneficiato di finanziamenti nell’ambito delle politiche europee di sviluppo rurale.

«Oggi l’agricoltore è cambiato – afferma Lo Piccolo –, i giovani devono mantenere gli schemi fissi dell’agricoltura innovandola, ma devono dimostrare le loro capacità e devono studiare per essere preparati».

Wwoof, host e Rete in campagna

L’azienda è aperta ai giovani che vogliono fare esperienza attraverso l’associazione WWOOF che mette in contatto viaggiatori (WWOOFer) e aziende (Host). Da qualche mese inoltre Biogold Sicilia ha coadiuvato alla creazione di una rete di 9 imprese “Rete in campagna” (www.incampagna.eu), agricoltori ed artigiani del settore agroalimentare siciliano, accomunate dalla realizzazione di processi produttivi nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, legati dalle diverse tipicità dei luoghi nelle rispettive conoscenze tradizionali. Una rete nata dalla voglia di sottolineare le diversità che stanno nella forma, nelle storie, nel sapore dei prodotti di ciascuno, ma anche nella stessa idea di futuro. Aziende che credono nella sana competizione e che unite vogliono affrontare le sfide dell’economia globale, attraverso un costante dialogo sia tra le aziende aderenti sia con chi vi entri in relazione, in modo che possa essere un’occasione di scoperta reciproca, di comprensione delle diverse esigenze, di condivisione di una prospettiva comune.

Le foto sono di Biogold Sicilia


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