I terreni a riposo rispettano il greening

Gli impegni ambientali, diritti e doveri


greening

Domanda

Essendo in ritardo per il greening, su 110 ha non ho seminato ancora nulla, come potrei cavarmela per rispettare il greening e non essere depauperato da questa nuova concezione burocratica se pur con buoni intenti? Purtroppo nei mesi addietro ho avuto pareri discordanti ed ora mi ritrovo in questa brutta situazione.

 

Risposta

Gli impegni del greening per un’azienda con 110 ettari di seminativi devono essere assolti tramite:

–   la diversificazione, con la semina di tre colture, di cui la coltura principale che copre al massimo il 75% della superficie a seminativo e le due colture principali al massimo il 95%;

–   la presenza di aree di interesse ecologico, pari ad almeno il 5% dei seminativi; le aree di interesse ecologico possono essere facilmente assolte con il set aside o una coltura azotofissatrice; il set aside è anche una coltura, utilizzabile ai fini della diversificazione.

Se l’agricoltore ha difficoltà a seminare le colture, può anche lasciare il terreno interamente a set aside (terreno a riposo); questa scelta gli consente di rispettare il greening. Infatti la normativa prevede che gli impegni del greening non si applicano nelle aziende i cui seminativi sono utilizzati per più del 75% per la produzione di erba o altre piante erbacee da foraggio, per terreni lasciati a riposo, o sottoposti a una combinazione di tali tipi di impieghi, a condizione che i seminativi non sottoposti a tali impieghi non siano superiore a 30 ha. Quindi l’agricoltore che lascia il terreno interamente a riposo, rispetta automaticamente il greening. I terreni a riposo ai fini del greening, devono essere gestiti rispettando alcuni vincoli, al fine di esprimere il loro potenziale ecologico. Infatti, sui terreni a riposo utilizzati come Efa è vietato lo sfalcio e ogni altra operazione di gestione del suolo, nel periodo compreso fra il 1° marzo e il 31 luglio di ogni anno (art. 10, Dm. n. 1420/2015). In altre parole, il terreno a riposo come Efa deve avere una finalità ambientale, pertanto non deve essere sfalciato fra il 1° marzo e il 31 luglio, al fine di esprimere i vantaggi della biodiversità della vegetazione spontanea e la possibilità di ospitare l’avifauna. Ciononostante, su tali terreni sono ammesse lavorazioni meccaniche nei casi di:

a) sovescio, in presenza di specie da sovescio o piante biocide,

b) terreni interessati da interventi di ripristino di habitat e biotopi;

c) colture a perdere per la fauna;

d) lavorazioni del terreno allo scopo di contenere le piante infestanti o di ottenere una produzione agricola nella successiva annata agraria;

e)  lavorazioni di affinamento sui terreni lavorati per favorirne il successivo migliore inerbimento spontaneo o artificiale;

f) lavorazioni funzionali all’esecuzione d’interventi di miglioramento fondiario.

Un terreno a riposo può essere sfalciato o trinciato, anche fra il 1° marzo e il 31 luglio, se è necessario contenere le piante infestanti.

 


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