RINNOVABILI –

L’energia è reddito agrario

Confermato il regime fiscale entro determinati limiti produttivi, ma solo per il 2015


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La produzione di energia elettrica e termica da biogas e biomasse e da fotovoltaico resta reddito agrario per il 2015. Lo prevede il consueto decreto milleproroghe di fine anno (Dl. n. 192 del 31/12/2014) che porta così una buona notizia per il settore delle agroenergie: la proroga dei regimi fiscali e quindi si applicherà la tassazione del 25% dei ricavi dell’energia fatturata escludendo la tariffa incentivante. Il mondo agricolo conta ora sul fatto che, in sede di conversione del decreto, il regime fiscale ora prorogato per un solo anno, possa essere stabilizzato anche per gli anni successivi.
Si ricorderà, infatti, che con il Dl. n. 66/2014 (conv. con mod. dalla L. n. 89/2014), era stato stabilito che, limitatamente all’anno 2014, la produzione e la cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali, sino a 2.400 MWh/anno, e fotovoltaiche, sino a 260 MWh/anno, nonché di carburanti ottenuti da produzioni vegetali provenienti prevalentemente dal fondo e di prodotti chimici derivanti da prodotti provenienti prevalentemente dal fondo effettuate da imprenditori agricoli, costituiscono attività connesse ai sensi dell’art. 2135 c.c. e si considerano produttive di reddito agrario. Per la produzione di energia, oltre i limiti suddetti, il reddito ai fini Irpef e Ires si determina applicando, all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione agli effetti Iva, relativamente alla componente riconducibile alla valorizzazione dell’energia ceduta, con esclusione della quota incentivo, il coefficiente di redditività del 25%, fatta salva l’opzione per la determinazione del reddito nei modi ordinari. Tale regime è applicabile, oltre che da persone fisiche e società semplici, anche dalle società in nome collettivo, in accomandita semplice, a responsabilità limitata e dalle società cooperative (se “società agricola”).
Il risparmio per i produttori è stimato nella copertura finanziaria della norma, che prevede minori entrate pari a 10,5 milioni di euro per l’anno 2015 e a 3,5 milioni di euro nel 2016.


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