Soia, scenario interessante ancor più se i prezzi salgono

Superfici in leggero calo, ma gli ettari ormai sono stabilmente attorno ai 300mila


Soia

Dopo due annate caratterizzate da andamenti meteo irregolari che hanno fortemente inciso sulla dinamica produttiva il 2016 è stato invece, tutto sommato, un anno positivo per la produzione.

Le premesse non erano delle migliori poiché l’inverno si era mantenuto mite, quasi un prolungato autunno, ma poi la primavera si è messa sulla base di comportamenti medi ed anche l’estate, dopo un inizio che faceva temere temperature elevate e scarsa quantità di piogge, in generale si è riportata su dinamiche meno preoccupanti. I risultati si sono poi visti nella durata della campagna e nel buon andamento delle rese che sono state prossime ai 40 quintali/ettaro nella media nazionale. Ma come spesso accade in agricoltura al buon andamento produttivo non si è accompagnato quello economico. Diversamente dalla pratica che mostra come a un buon raccolto facciano seguito per l’abbondanza della quantità offerta prezzi bassi per il comportamento della domanda, nel 2016 i prezzi sono stati bassi non tanto per lo specifico andamento di mercato della soia quanto per la dinamica generale depressa delle quotazioni agricole che ha coinvolto praticamente tutta l’agricoltura e tutto il mercato mondiale.

Il problema è ormai noto e coinvolge tutte le materie prime, incluse quelle agricole. La debolezza dell’economia mondiale fa sì che la domanda di ogni genere di commodity si mantenga modesta con incrementi molto ridotti e si confronti con un’offerta abbondante. Il fenomeno è iniziato in maniera clamorosa con i prodotti energetici e in particolare con il petrolio che è crollato in meno di un anno portandosi sui 30/35 $ a barile e trascinando con sé tutte le commodity che si sono collocate sui loro minimi recenti dopo le intemperanze degli anni iniziali della crisi.

Il mercato del petrolio ha avuto una certa ripresa in concomitanza con una politica estrattiva concordata fra i principali produttori e nonostante la consistente immissione di greggio proveniente dall’Iran dopo la fine dell’embargo.

Di tutto ciò ha risentito il mercato delle oleaginose per la destinazione energetica nell’ambito dell’impiego dei prodotti delle energie rinnovabili ed anche, ma per motivi legati alla dinamica economica, delle produzioni zootecniche, per la situazione del mercato del latte e anche del bestiame. Anche se in fase di ripresa le conseguenze per la soia in termini di domanda e di prezzi si presentano modeste.

 

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