Cresce l’interesse per il sorgo da granella

Le performance degli ibridi iscritti al Registro Nazionale Varietà nel 2016


sorgo

Il sorgo accompagna lo sviluppo della società umana da oltre 5.000 anni; dai primi ritrovamenti nell’Africa occidentale, il suo utilizzo si è esteso in tutto il mondo, prima in Asia ed Europa, più recentemente in America e Australia. Con il nome comune di “sorgo” ci si riferisce a una vasta gamma di genotipi riconducibili alla specie Sorghum bicolor (L.) Moench, appartenente alla famiglia delle Poaceae. Il miglioramento genetico ha portato alla costituzione di svariate tipologie distinte in genotipi con specifici caratteri, funzionali ai diversi impieghi. Il Sorgo da granella è caratterizzato da piante di taglia contenuta (80-100 cm) ed è coltivato per l’utilizzo della granella nell’alimentazione umana o animale. Altre tipologie di sorgo esistenti possono essere classificate secondo la loro destinazione: sorghi da scope o saggina, sorghi zuccherini, sorghi da foraggio e da biomassa. Il sorgo è il quinto cereale più coltivato a livello mondiale per superficie e l’ottavo in Europa; l’Italia ne coltiva appena 50.000 ettari (Fao 2014) di cui più del 60% in Emilia-Romagna (Istat 2016), nonostante la coltivazione sarebbe in grado di essere estesa su almeno il doppio della superficie. Il crescente interesse verso questa coltura, che potrebbe sostituire validamente il mais nelle aree con scarsa disponibilità idrica, giustifica il lavoro di miglioramento genetico e la costituzione di nuove varietà.

Le normative comunitarie e nazionali prevedono che la commercializzazione di una varietà soggetta a certificazione sia subordinata all’iscrizione al Registro Nazionale e Comunitario delle varietà di specie Agrarie. Le modalità per l’iscrizione delle nuove varietà di sorgo sono codificate nel Decreto Mipaaf 16 novembre 2012 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29/12/2012. Le prove sperimentali, al fine di verificare se una nuova varietà possiede i requisiti per essere iscritta, sono condotte generalmente in due anni consecutivi e consistono in prove descrittive e prove agronomiche.

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