OSSERVATORIO –

Il sistema distributivo alle prese con la diminuzione dell’utilizzo dei mezzi tecnici.

Agrofarmaci: Fatturati in calo, ma nessun crollo

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Meno 17%. È il calo delle vendite di agrofarmaci in Italia nei primi tre mesi dell’anno secondo Compag (Federazione nazionale commercianti di prodotti per l’agricoltura). Un numero che già da solo è sinonimo di disgrazia, frutto però di situazioni differenziate tra zone e tra categorie di prodotto. «A soffrire sono soprattutto i diserbi» – illustra Fabio Manara, presidente Compag e titolare dell’omonimo gruppo di rivendite agricole. Le piogge intense e ripetute hanno infatti imposto una “semplificazione” forzata estrema nella gestione delle malerbe del frumento in molte zone vocate, con l’unico intervento one-shot di post-emergenza che è rimasto spesso “in canna”. «Una situazione diffusa soprattutto nel Centro-Nord – continua Manara –. Sui terreni pesanti dell’Emilia è stato infatti possibile diserbare su non più del 40% delle superfici. Meglio è andata in Umbria e Marche, dove tre settimane di tregua delle piogge hanno consentito di recuperare molte situazioni, mentre in Toscana a penalizzare i diserbi è stata l’impossibilità di seminare il grano». Ora la stessa situazione si sta verificando sulle colture sarchiate primaverili. Con patata e pomodoro che stanno registrando ritardi difficili da recuperare già nelle semine. Un po’ meglio sta andando per la bietola, mentre per il mais la situazione è differenziata: «In Friuli e sui terreni leggeri del Veneto è stato possibile seminare (e applicare il contemporaneo diserbo di pre-emergenza). Soffre invece la Lombardia, con il caso estremo della provincia di Cremona dove le semine del mais sono ferme sotto al 10%».

Una situazione che nelle stime Compag è in parte bilanciata dall’andamento positivo dei prodotti da utilizzare sotto le serre, soprattutto al Sud. Con il caso estremo di fumiganti come l’1,3D, per il quale la concessione dell’autorizzazione eccezionale ha comportato un impennata di vendite del 10%.

Aprile e i primi giorni di maggio hanno poi fatto registrare un ulteriore recupero delle perdite di fatturato, soprattutto grazie alle vendite dei fungicidi. In campagna i giorni festivi storicamente non esistono. E questo primo maggio è stata davvero la festa del lavoro: tutti in campo per cercare di recuperare il tempo perduto, i ritardi accumulati a causa di un clima che non sembra avere la minima intenzione di sistemarsi.

Certo alcuni interventi non si riusciranno a recuperare: concimazioni e diserbi su seminativi dovranno essre riprogettati (in qualche caso cancellati), in funzione anche del cambiamento delle scelte alla semina. Il caso del mais è evidente: a metà maggio oltre un terzo deve essere ancora seminato e più si allungano i tempi più aumenta l’utilizzo di cicli medio-precoci, precoci e precocissimi. Intanto a livello distributivo si comincia a valutare l’impatto dei ritardi e del cambiamento di strategie. Ecco la voce dei Consorzi agrari.

«Sul fronte fertilizzanti – evidenzia Pierluigi Guarise, direttore del Calv, il più importante consorzio agrario italiano – in effetti il calo c’è ed è valutabile attorno al 30% rispetto al 2012. Considerato poi che siamo solo al 60% delle semine di mais registriamo un calo anche nelle sementi. Ma è troppo presto per dare un dato definitivo visto che si sta continuando a lavorare. Diverso è il caso degli agrofarmaci. A oggi siamo sugli stessi valori dello scorso anno: le diminuzioni avute nel campo dei seminativi sono state in gran parte compensate dal buon utilizzo nel comparto frutticolo e orticolo».

Sulla stessa lunghezza d’onda Paolo Nolli, direttore del Consorzio agrario di Cremona: «La situazione al momento non è particolarmente rosea. Per le sementi registriamo un calo del 15% sia in volume che in valore, mentre per agrofarmaci e concimi siamo a -20%. Speriamo ancora che a breve la situazione si rivitalizzi, anche se l’andamento della stagione lascia alcuni punti interrogativi sui quantitativi di prodotti di post emergenza, al momento di non facile stima. Comunque – conclude Nolli – visto che le percentuali di diminuzione rispetto al 2012 non sono drammatiche, siamo ancora fiduciosi di poter recuperare, forse non proprio al 100% ma almeno in parte».

Abbastanza fiducioso anche Claudio Cristiani, responsabile tecnico del Consorzio agrario dell’Emilia: «Un mese fa la situazione era davvero complessa con cali dei mezzi tecnici nell’ordine del 35-40%. Nell’ultimo mese però si è operato molto, i miglioramenti sono stati consistenti e ai primi di maggio eravamo poco sotto i valori del 2012. Qualcosa si è perso sui fertilizzanti, ma ad esempio sui fungicidi grano, anche a causa del tempo, si è lavorato parecchio. E anche la coltura rispetto ad alcune settimane fa è sensibilmente migliorata».


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