Tristeza, agrumeti da proteggere

Una corretta diagnosi consente una gestione consapevole degli attacchi


tristeza

Si è tenuto presso il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A), dell’Università di Catania l’incontro tecnico sul Citrus Tristeza Virus (CTV), organizzato dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Catania. Diversi gli enti coinvolti e le Istituzioni presenti, come pure le figure professionali, le associazioni di categoria e gli imprenditori del settore agrumicolo.

Biagio Pecorino (Di3A), con la sua relazione “L’importanza economica dell’agrumicoltura siciliana”, ha evidenziato come, dal 1997 al 2015, la superficie siciliana abbia subito una flessione del 20%, rilevando, inoltre, una polverizzazione delle aziende del comparto (il 50% ha superficie inferiore ai 2 ha). Nonostante tali decrementi, con un’estensione di circa 85mila ha, la superficie ad agrumi dell’isola rappresenta circa il 58% di quella nazionale.

Da questi ultimi numeri si rileva l’importanza del comparto, infatti, per tale ragione molti sono gli studi scientifici riguardanti la preservazione degli agrumi dal CTV.

La Tristeza è considerata la più grave malattia degli agrumi. L’agente causale è un virus originario delle zone tropicali e subtropicali dell’Asia che si è diffuso per mezzo del materiale di propagazione e la sintomatologia varia in relazione alle specie e cultivar, alle condizioni climatiche nonché ai vari ceppi. I sintomi più diffusi sono butterature del legno, decolorazione, giallume dei semenzali, nanismo e deperimento.

Mario Davino (Di3A) ha sottolineato che il CTV, è stato scoperto in Sud America per la prima volta, è comparso in Spagna nel 1950 e in Italia nel 1992. La malattia è endemica nelle principali aree agrumicole e in 10 anni la superficie infetta è aumentata del 1.000%.

Antonino Catara (Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia) ha esposto le nuove tecnologie che consentono di effettuare diagnosi e prognosi. Una corretta diagnosi, infatti, consente una gestione consapevole. Catara afferma che abbattere piante infette da ceppi non identificati è un non senso e rimarca l’importanza della ricerca, che ha prodotto tecnologie e competenze capaci di fronteggiare le situazioni complesse e strumenti per migliorare l’assistenza tecnico-agronomica nelle aziende.

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