Disseccamento dell’olivo, cause, ospiti e sorveglianza

La suscettibilità della vite, le interazioni tra microrganismi e le mappe di rischio


olivo

Eziocontrol, Mix-Codiro, Stipxyt, Epizixy. Sono i quattro progetti di ricerca afferenti al codice B compresi nel bando per la ricerca previsto dalla Delibera della Giunta pugliese che ha tracciato le “Linee guida per il parco della ricerca e sperimentazione finalizzata alla prevenzione e al contenimento del Complesso del disseccamento rapido dell’olivo”.

Il codice B era riservato alle istituzioni che già avevano partecipato alle ricerche preliminari sul batterio Xylella fastidiosa subsp. pauca ceppo Codiro (Xf) e stipulato una convenzione di ricerca o di attività di monitoraggio sul patogeno. Si trattava, quindi, di un bando riservato alle attività di ricerca già avviate, perciò il budget era molto limitato e il numero dei progetti ammessi è risultato basso.

 

Rischio infezione via smartphone

Il progetto Mix-Codiro, il cui soggetto proponente è il Ciheam-Iamb (Istituto agronomico mediterraneo) di Bari, dichiara il coordinatore Michele Digiaro, «mira a innovare e implementare il sistema pugliese di sorveglianza di Xf, ideato dal Ciheam-Iamb, puntando soprattutto a:

1)  sviluppare mappe di rischio dell’infezione basate su dati territoriali reali, applicando appositi modelli generici multi-scala, in grado di prevedere l’entità e la modalità di diffusione della malattia sul territorio;

2)  individuare tecniche di campionamento più rispondenti alle caratteristiche epidemiologiche del batterio, sulla base dello studio di distribuzione e diffusione spazio-temporale dell’infezione nella pianta effettuato su un numero di campioni statisticamente rappresentativo e utilizzando diverse tecniche diagnostiche (sierologiche e molecolari);

 

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