Tabacco campano, l’accordo di filiera ha salvato la coltura

Stabilità fino al 2020 grazie all’intesa con Philip Morris del 2011


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La tabacchicoltura campana ha evitato la scomparsa grazie all’Accordo pluriennale sottoscritto nel 2011 da Coldiretti e Philip Morris Italia per la consegna diretta di tabacco delle varietà Burley e Virginia Bright. E ora i coltivatori campani possono guardare con fiducia al futuro.

Tramite Ont Italia (Organizzazione nazionale tabacco), a cui aderisce l’Op Burley Italia e altre Op campane, ci dice Luigi Auriemma, presidente dell’organizzazione produttori Burley Italia, «i produttori di Burley hanno potuto commercializzare direttamente con la maggiore manifattura mondiale 11mila tonnellate di prodotto all’anno a partire già dal 2011 e potranno continuare a farlo almeno fino al 2020».

L’accordo, primo in Italia tra manifattura e produzione, consente un reale accorciamento della filiera a vantaggio dei produttori. E dà seguito operativo agli impegni sottoscritti da Philip Morris Italia con il Mipaaf negli scorsi anni.

«In Italia – continua Auriemma – abbiamo scelto un modello innovativo che si basa sul contratto diretto tra i produttori, attraverso le Op, e la manifattura, senza alcuna impresa di trasformazione intermedia. Conseguendo due vantaggi. Il primo: un effettivo aumento dei prezzi pagati ai produttori. Il secondo: in questo modo i produttori possono capire le esigenze della manifattura e questa a sua volta può definire una migliore programmazione. Ovviamente per poter iniziare il rapporto con la maggiore manifattura mondiale non era possibile continuare con la frammentazione degli operatori tipica della Campania, per cui già da alcuni anni è stato attuata una forte razionalizzazione delle Op che ha consentito di aumentarne l’efficienza e ridurre i costi e che probabilmente dovrà continuare anche nei prossimi anni per raggiungere l’obiettivo di una piena efficienza del comparto».

 

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