Orzo, stagione nella media. Soffre solo il Sud

I risultati delle prove varietali nazionali condotte dal Cra-Gpg di Fiorenzuola d’Arda (Pc)


Ripe barley head in front of a field

Dopo due stagioni abbastanza negative (soprattutto quella 2013), l’orzo italiano torna, almeno parzialmente, a sorridere. Le rese, infatti, sono tornate a livelli normali al Nord e al Centro, anche se lontane dai valori record del 2012, mentre il Sud ha sofferto a causa del clima piovoso in fase di semina.

L’autunno-inverno (soprattutto novembre) è stato molto piovoso in tutta Italia, ma al Nord si è riusciti a seminare in tempo e le piogge sono arrivate subito dopo, mentre al Sud si è dovuto ritardare la semina oppure si è stati costretti a seminare su terreni non ideali perché molto bagnati.

E si sa che la semina tardiva in cereali come l’orzo si traduce in un accestimento minore, in un numero inferiore di spighe per metro quadrato e di conseguenza in una produttività limitata.

Malattie nella norma

«In effetti quella da poco conclusa è una stagione “difficile” da commentare – spiega Luigi Cattivelli, direttore del Cra-Gpg di Fiorenzuola d’Arda (Pc), che ha coordinato le tradizionali prove varietali nazionali – nel senso che non ci sono particolari situazioni da evidenziare. Unico elemento caratteristico, se vogliamo, è stato il ciclo vegetativo in generale più precoce dello scorso anno, per cui le piante hanno spigato tendenzialmente prima, grazie a un inverno comunque mite. Le rese sono state nella media, le malattie non hanno registrato exploit particolari (solo qualche caso di rincosporiosi, ruggine e ramularia) e solo in alcune situazioni si è assistito a fenomeni di asfissia radicale (alcune località di prova sono state inondate), cui l’orzo è particolarmente sensibile, come abbiamo sottolineato più volte. Il Sud è sicuramente l’areale che ha pagato più dazio in termini di resa, ma non si può parlare certo di débâcle». A preoccupare di più è al momento il prezzo decisamente basso (17 €/q al 20 agosto).

 

I singoli areali

Vediamo allora nel dettaglio i numeri di questa stagione (sono state testate in totale 36 varietà, tab. 1), partendo dal Nord (tab. 2), dove hanno prevalso come sempre i polistici (ma qualche distico si è mostrato molto competitivo). Nelle 12 località di prova le 31 varietà testate hanno fornito una resa media di 6,5 t/ha e un peso ettolitrico di 62 kg/Hl. «In alcune località la pioggia intensa dopo la semina ha determinato casi di asfissia radicale che hanno abbassato la media produttiva – aggiunge Cattivelli –. In ogni caso ci sono state varietà come Alimini e Ketos (polistici) e Clarica (distico) che hanno raggiunto le 7 t/ha di media. E soprattutto hanno dimostrato una buona stabilità produttiva in tutte le località di prova».

Passando al Centro (tab. 3), sono state valutate 30 varietà in 6 località diverse e la media produttiva (6,7 t/ha) è stata la più elevata dei tre areali, per un peso ettolitrico di 67 kg/Hl. «In effetti al Centro si sono registrate le condizioni climatiche migliori e questo spiega il rendimento più alto rispetto a Nord e Sud. Da segnalare in particolare le varietà polistiche Azzurro e Mattina, entrambe sopra le 7 t/ha di resa, e la distica Pandora (7 t/ha), tutte tendenzialmente stabili nelle diverse località di prova».

Chiudiamo con il Sud (tab. 4), dove sono state provate 29 varietà in 10 località diverse, per una resa media di 4,7 t/ha, anche se varietà come Candy, Pandora e Zerbo, tutte distiche, hanno superato le 5 t/ha. Il peso ettolitrico medio, invece, ha raggiunto i 66 kg/Hl. Come sempre si riporta una tabella con le varietà consigliate in tutti e tre gli areali (tab. 5) a seguito delle analisi degli ultimi due anni di prove, tra cui si segnalano in particolare Alimini ed Etincel tra i polistici, Atomo, Cometa e Pandora tra i distici.

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Tra le varietà di nuova costituzione, infine, da segnalare Rafaela al Nord e al Centro, mentre Zerbo ha dato buoni risultati al Sud.

Malto in evidenza al Centro-Nord

La tradizionale chiusura dedicata all’orzo da malto (tabb. 6, 7 e 8) quest’anno offre uno spunto di nota. «Per la prima volta negli ultimi tre anni di prove – spiega Cattivelli – l’andamento climatico (pioggia primaverile ottimale) ha reso conveniente la semina primaverile al Centro-Nord, dando finalmente soddisfazione alle birrerie interessate a questa coltivazione nel Nord Italia. La resa media delle semine primaverili al Centro-Nord è stata, infatti, pari a 5,3 t/ha contro le 4,9 t/ha ottenute con le semine autunnali al Centro-Sud. Da segnalare in particolare la performance della varietà Planet, che ha raggiunto rispettivamente 6,3 e 6,0 t/ha in semina primaverile al Centro-Nord e in semina autunnale al Centro-Sud».

 

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