Sostenibilità a tutto campo con l’irrigazione a goccia

Nuovi importanti miglioramenti del materiale impiantistico utilizzato


goccia

L’irrigazione a goccia è un metodo conveniente ed efficiente per bagnare direttamente il terreno vicino alle singole piante o ai filari di piante (fig. 1). I numerosi vantaggi di tipo agronomico ed economico rendono la tecnica compatibile con un’irrigazione sostenibile poiché potenzialmente in grado di ridurre i consumi d’acqua, energia e fertilizzanti.

sostenibilità

Fig. 1 – L’irrigazione a goccia
consente di localizzare l’adacquamento nell’immediata vicinanza delle piante.

L’irrigazione a goccia permette di ridurre la crescita di erbe infestanti poiché la maggior parte della superficie del suolo non viene bagnata; rende semplice, economica ed agronomicamente più efficace la somministrazione dei fertilizzanti attraverso la stessa acqua di irrigazione; rende possibile l’uso di acque con maggiore contenuto salino; consente di ridurre i consumi energetici; si adatta a qualsiasi condizione di pendenza, di tipo e di contenuto di scheletro del suolo.

Nella variante con disposizione sotto-superficiale delle linee eroganti (Ssd, fig. 2) presenta ulteriori vantaggi che la rendono, allo stato attuale, la tecnica irrigua a maggiore efficienza potenziale.

L’effettiva realizzazione in campo dei vantaggi potenziali dipende dalla qualità dell’impianto (progettazione e materiali) e dalla sua gestione.

 

Per massimizzare l’efficienza

Per raggiungere elevata efficienza bisogna che la distribuzione dell’acqua alle diverse piante di un campo sia uniforme (fig. 3).

A tal fine, a parte una buona progettazione dell’impianto, è necessario che il materiale utilizzato, e il gocciolatore in particolare, presenti alcune caratteristiche positive quali:

–   bassa variabilità costruttiva (piccole variazioni di portata a pressione costante, ossia basso Coefficiente di variazione tecnologica, Cvt);

–   bassa sensibilità alle variazioni di pressione in rete (dovute alle perdite di carico distribuite e localizzate ed ai dislivelli topografici);

–   basse perdite di carico localizzate all’innesto;

–   basso livello di gocciolamento all’avviamento e alla chiusura dell’impianto;

–   elevata resistenza all’occlusione.

L’occlusione, in particolare, rappresenta il più serio problema dell’irrigazione a goccia. Dipende da numerosi fattori, tra cui la qualità dell’acqua (contenuto di solidi sospesi, bicarbonati, ferro, zolfo, magnesio, ecc.) e le caratteristiche del gocciolatore (dimensioni e forma del labirinto). Si tratta di un fenomeno molto complesso e difficile la prevedere, va pertanto controllato in via preventiva attraverso adeguati trattamenti aziendali dell’acqua irrigua scelti in relazione alla sua qualità (sedimentazione, filtrazione – vedi fig. 4 e 5 -, acidificazione, clorazione).

Nel caso delle ali sub-irrigue, un’ulteriore causa di occlusione del gocciolatore può essere rappresentata dall’intrusione di radici all’interno dello stesso (fig. 6). In condizioni di stress idrico, infatti, le radici limitrofe tendono immediatamente a reagire invadendo il gocciolatore e occludendolo anche totalmente.

 

Per migliorare l’uniformità

Innovazioni nei gocciolatori. In generale, il materiale utilizzato nell’irrigazione a goccia ha raggiunto elevati standard qualitativi. La maggior parte dei gocciolatori in commercio presentano, ad esesempio, elevata omogeneità costruttiva con valori del Cvt inferiori al 3%.

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La bibliografia e la fonte delle foto sono disponibili presso l’autore

 

*Dipartimento di Agraria, Università Mediterranea di Reggio Calabria

 

 

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