La sostenibilità cresce “Interra”

Aziende reali con problemi reali, che si confrontano ogni giorno con la necessità di produrre al meglio e di creare reddito. Aziende familiari o gestite da società, di dimensioni notevoli o più contenute, rappresentative di realtà produttive e commerciali molto diverse, che spaziano dalla viticoltura alla cerealicoltura, passando per l’allevamento o l’ortofrutta. Aziende che hanno però in comune lo stesso modo di intendere l’agricoltura, vista come pratica insieme intensiva e sostenibile, capace di ottenere elevati livelli di produzione e di reddito, nel rispetto della biodiversità e delle risorse naturali.

Modello in evoluzione

Sono queste le protagoniste di “Interra”, network internazionale di imprese innovative creato da Syngenta e presentato presso l’azienda agricola Negro, la prima realtà italiana ad essere entrata nel “club”. «Interra – ha spiegato Luca Serrati, Technical Support & Sustainable Agriculture Manager di Syngenta Italia – è il modello agricolo che abbiamo studiato per incoraggiare l’uso responsabile di tutti gli input agricoli. Si tratta di un modello aperto e inclusivo, in continua evoluzione, praticabile in tutti i comparti e dalle più diverse tipologie di aziende, e supportato da istituzioni e centri di ricerca». L’obiettivo del network, spiega Syngenta, è cercare di sviluppare, testare e implementare nuovi modelli di agricoltura sostenibile, raccogliendo le migliori tecniche e pratiche disponibili in un gruppo di aziende virtuose. Se non esiste uno standard rigido e definito una volta per tutte, esistono però dei criteri da rispettare per entrare a far parte di Interra: corretta gestione degli agrofarmaci e delle acque reflue, promozione della biodiversità, protezione dell’acqua e del suolo, sicurezza dei lavoratori, formazione continua, collaborazione con istituzioni ed enti di ricerca, valutazione e sperimentazione di nuovi strumenti innovativi, come l’agricoltura di precisione. Questi criteri vengono poi concretizzati grazie ad un pacchetto di soluzioni pratiche, che si declinano a seconda delle caratteristiche dell’azienda e del territorio in cui opera.

Acqua, suolo e biodiversità

Fanno parte del pacchetto due progetti specifici sviluppati da – Operation Pollinator ed Heliosec – più un terzo in via di lancio. Il primo è il programma per il ripristino della biodiversità nei terreni agricoli, basato su una miscela di essenze leguminose che attirano bombi, farfalle e altri insetti impollinatori, da coltivare nei margini di campo (minimo 500mq x 3mt). In Italia il progetto, sviluppato in collaborazione con diversi centri di ricerca, interessa attualmente 14 regioni per un totale di 400 ha di terreno ed è stato inserito nei PSR di Marche e Umbria (contributo di 1340 euro ad ettaro l’anno). Heliosec è invece uno strumento per la gestione delle acque di risulta dei trattamenti fitosanitari. È composto da una vasca a tenuta stagna, da un telo impermeabile e da un sistema diagnostico. L’acqua, per effetto dell’irraggiamento solare e dell’azione del vento, evapora, lasciando sul fondo un sottile strato di materiale solido da smaltire. In Francia ha ottenuto l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente. Sul fronte suolo Syngenta sta realizzando un tool di diagnostica, scaricabile gratuitamente su smartphone, che valuta qualità del terreno, inerbimento ed altri fattori (es: posizione dei filari), determinando un coefficiente di rischio e suggerendo 2-3 buone pratiche di prevenzione.

Le 8 aziende del club

Il network Interra è attualmente composto da 8 aziende: 7 in Europa e 1 in Nord Africa. Italia. L’unica italiana ad essere entrata nel club è la Negro, azienda vitivinicola a conduzione familiare da 65 ettari, situata in provincia di Cuneo. Cinque i programmi di innovazione adottati: piazzola per uso sicuro e stoccaggio degli agrofarmaci (miscelazione, carico, zona lavaggio); gestione delle acque di risulta (Heliosec); valorizzazione delle biodiversità (Operation Pollinator); protezione del suolo (sistema di drenaggio ed inerbimento interfila); comunicazione, formazione e attività dimostrative. Nel 2017 dovrebbero entrare nel network altre due aziende vitivinicole, una al Centro l’altra al Sud. Sono attualmente 13 le imprese che, pur non aderendo al network, hanno adottato l’approccio Interra. Francia. È a conduzione familiare anche la francese Schneider, che collabora con Syngenta dal 2000 ed è usata come centro dimostrativo/sperimentale per i dipendenti del gruppo. L’azienda coltiva frumento, mais, barbabietole da zucchero ed alleva bovini su una superficie complessiva di 120 ha. Le aree di innovazione sono: miglioramento della biodiversità; uso sicuro e stoccaggio degli agrofarmaci; Heliosec; salute del suolo; comunicazione, formazione e dimostrazione. Belgio. Un’impresa di grandi dimensioni fortemente vocata alla biodiversità: l’azienda Agricola Jolly produce su una superficie di 307 ha un vasto numero di colture ad alta resa e dedica 20 ha alla conservazione della biodiversità, con fasce di rispetto ed aree boschive. Oltre a questo impegno, l’attività innovativa è composta da distribuzione prodotti; salute del suolo e controllo dell’erosione; protezione delle acque. Portogallo. Un’azienda sperimentale, gestita in collaborazione con l’Istituto di Agronomia dell’Università di Lisbona, con finalità essenzialmente accademiche. Su 30 ha si coltivano vite e frutta a nocciolo. Le aree di attività sono: miglioramento della biodiversità; uso e conservazione sicuri degli agrofarmaci; gestione dell’acqua e del suolo; comunicazione, formazione e dimostrazione. Ungheria. La Plotar è un’azienda di grande dimensione (806 ha) a conduzione familiare, dedicata alla coltivazione di cereali, di vite e alla zootecnia. Qui Syngenta ha elaborato il programma Contivo, un programma per aiutare gli agricoltori nella conversione dalla lavorazione tradizionale del suolo a quella conservativa. Le altre aree di attività riguardano: uso e stoccaggio sicuro degli agrofarmaci; miglioramento della biodiversità. Polonia. La Lewiczyn è una piccola azienda a conduzione familiare di 21 ha dedicata alla produzione di frutta. Le aree di attività sono: uso e stoccaggio sicuro degli agrofarmaci; Heliosec; Operation Pollinator; protezione del suolo e delle acque. Repubblica Ceca. La Dymokury è la più grande realtà del gruppo con 670 ha di terra arabile, 30 ha di pascolo permanente, 1550 ha di bosco e 170 ha di stagno. Impiega 12 dipendenti e 4 addetti alla produzione agricola. Le aree di attività sono: protezione delle acque; erosione del suolo; biodiversità; formazione. Marocco. Syngenta Marocco ha stretto una partnership con Duroc, produttore di pomodori ciliegia, per aprire un’azienda agricola Interra a sud di Agadir. L’azienda dispone di 38 ha di serre di pomodori destinati all’esportazione. Qui si svolgono frequenti corsi di formazione sulla sicurezza dei lavoratori agricoli. Le altre aree di attività sono: uso e stoccaggio sicuro degli agrofarmaci; Heliosec; gestione residui; sicurezza alimentare e attività di filiera.

di Federica Levi

Nota: Interra è un marchio registrato

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