Sorgo da granella gli ibridi più performanti

32° anno di prove: confronto tra 30 genotipi in 4 località


Sorgo

Nel 32° anno di prove della rete di confronto tra ibridi di sorgo, l’andamento pluviometrico ha favorito quelli di ciclo medio, mettendone in evidenza alcuni di nuova costituzione di sicuro interesse e la conferma di genotipi più lungamente saggiati

Nel 2015 si è interrotto il trend crescente delle superfici investite a sorgo da granella con la diminuzione di oltre 3mila ettari nell’Italia centrale e in Piemonte anche se in parte compensati dall’incremento registrato in Emilia-Romagna, la regione dove questa coltura è risultata più intensamente coltivata (34mila ha). La produzione nazionale si è attestata a 345mila t, inferiore del 3% rispetto al 2014, corrispondente ai minori investimenti del centro Italia (dati Istat).

La 32a rete di prove di confronto tra ibridi di sorgo da granella, coordinata dal Crea-Qce di Roma, nel 2015 ha visto la realizzazione di 6 campi sperimentali: Pozzuolo del Friuli (Ud), Voghera (Pv), Agugliano (An), Rieti, Roma e Cammarata (Ag). In quest’ultima località, per le note difficili condizioni termopluviometriche estive, la coltura ha beneficiato di 5 interventi irrigui, per un totale di 1.500 m3/ha, nelle fasi di semina e germinazione, inizio levata, botticella-inizio fioritura e riempimento granella.

Per tutte le prove è stato adottato uno schema sperimentale a blocchi randomizzati con 3 o 4 ripetizioni e con un investimento di 30, 35 o 40 piante/m2 rispettivamente per gli ibridi tardivi, medi e precoci. La concimazione azotata è risultata compresa tra 60 e 174 kg/ha; la somministrazione è avvenuta tutta alla semina a Roma, parte alla semina e parte in copertura a Voghera e Cammarata, tutta in copertura a Pozzuolo del Friuli, Agugliano e Rieti.

In totale sono stati testati 30 genotipi (tabella 1), 9 dei quali in prova per il primo anno: Aberas, Albita, Ardry, Bianca, Blogg, DS 2015, Etrusco, Frisket e Ggaby.

Sono stati rilevati i principali caratteri agronomici, morfo-fenologici e produttivi; sui campioni di granella è stato determinato il peso unitario, quello specifico e il contenuto proteico (con apparecchio LECO FP-528). Tutti i dati sono stati sottoposti ad analisi della varianza; per la significatività delle differenze tra le medie delle produzioni è stato utilizzato il test di Duncan (P<= 0,05).

I risultati dei campi di Roma e di Agugliano sono stati esclusi dalla sintesi: il primo per i gravi danni provocati dai cinghiali, il secondo per la mancanza di piogge e i danni da uccelli.

 

Piogge e temperature

L’inizio del ciclo vegetativo è stato caratterizzato da piogge che hanno consentito la buona emergenza dei seminati; altre precipitazioni utili sono state registrate durante la seconda metà di giugno, nella terza decade di luglio in concomitanza con le fioriture, e da metà agosto alla conclusione del ciclo vegetativo, favorendo la formazione e un buon riempimento della granella.

Le temperature sono risultate di gran lunga superiori ai valori poliennali durante la prima decade di giugno e, soprattutto, per tutto luglio e la prima metà di agosto.

 

Risultati delle prove

Nella tabella 2 vengono riportati gli indici di resa di 4 località di prova e i valori medi dei principali caratteri rilevati per i 30 ibridi testati nel 2015. La produzione media è risultata inferiore rispetto al quadriennio precedente (6,46 contro 7,30 t/ha) e con risposte alquanto diversificate tra località. A Voghera sono state registrate le rese più elevate (8,08 t/ha, in lieve flessione rispetto alla norma); a Pozzuolo del Friuli e a Rieti le produzioni (6,20 e 6,74 t/ha, rispettivamente) hanno mostrato una diminuzione di oltre il 20%; solo a Cammarata invece si è avuto un incremento delle rese, passando da 4,08 a 4,83 t/ha (+18%).

Generalmente sono stati gli ibridi di ciclo medio ad occupare i primi posti della graduatoria produttiva. Aberas, al primo anno di prova, è stato l’ibrido con la produzione più elevata (7,75 t/ha, indice di resa di 120) e l’unico a mostrare indici uguali o superiori a 100 in tutti e 4 i campi, seguito da Arsenio (indice 115) e Ggospel (indice 113). In classifica si sono poi collocati Targga, Favorite, Felsina, Aralba e le nuove costituzioni Ggaby ed Etrusco, genotipi caratterizzati da rese attorno alle 7 t/ha (indici medi tra 110 e 107). Di poco inferiori sono risultate le produzioni realizzate da Kalatur, al secondo anno e che ha confermato la buona performance dello scorso anno, e da Reggal.

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1 – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisidell’Economia Agraria-Qce, Roma
2 – Apsovsementi, Voghera-Pv
3 – Dip. Scienze agrarie, alimentari ed ambientali – Università Politecnica delle Marche
4 – Centro Appenninico “C. Jucci”, Rieti – Università di Perugia
5 – Ersa-Servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica – Pozzuolo del Friuli-Ud
6 – Dip. Scienze agrarie e forestali – Università di Palermo

 

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