Solo corrette scelte varietali salvano dalla virosi del frumento

I cambi climatici stanno favorendo un nuovo sviluppo del Mosaico comune. Sulle selezioni di grano duro suscettibili le perdite produttive possono arrivare al 50-70%. Ma la ricerca è riuscita a individuare varietà in grado di resistere adeguatamente


frumento

Tempo di semine, tempo di programmazione. Se infatti, da un lato, in discussione ci sono le colture, visto che anche i cereali stanno vivendo un’annata difficile a causa del mercato depresso che ha riportato le quotazioni di grano tenero e duro ai livelli di vent’anni fa; dall’altro sono anche alcune varietà a suscitare i dubbi degli agricoltori.

Tra i problemi da fronteggiare anche una malattia del frumento relativamente nuova, il cosidetto “virus del mosaico del frumento denominato SBWMV”, che infetta le specie di frumento, ma anche diverse specie di graminacee spontanee e coltivate (orzo, segale, triticale, ecc.).

Si tratta di una problematica di grande interesse economico, oltre che agronomico, alla quale è stato dedicata un convegno (“Virosi del grano: strategie di difesa”) a Piacenza promosso dal Consorzio Terrepadane.

La relazione centrale è stata quella di Concepción Rubies Autonell, docente presso il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna, una delle maggiori esperte su questo argomento a livello europeo.

Il virus è stato identificato negli Usa nel 1919, mentre in Italia nel 1959 (appunto dall’Università di Bologna).

Negli ultimi 40 anni è stato identificato in tutte le principali regioni cerealicole del mondo: Europa (Francia, Germania, Danimarca, Polonia, Regno Unito e Belgio), Canada e Sud America; Asia. In Italia il virus risulta molto diffuso nella valle padana e nel Lazio, ma è stato riscontrato anche nelle Marche, in Abruzzo, Puglia, Basilicata e Sicilia.

 

Riclassificazione in tre specie

Da notare che nel 2005 l’agente del mosaico comune è stato riclassificato. In base alle differenze genomiche di numerosi isolati virali agenti del mosaico del frumento, sono state distinte 3 specie: Soil-borne wheat mosaic virus negli Usa (SBWMV), Soil-borne cereal mosaic virus (SBCMV) predominante in Europa e Chinese wheat mosaic virus (CWMV) in Cina.

La trasmissione della malattia, ha sottolineato Rubies Antonell, avviene a opera di Polymixa graminis, un protozoo che vive nel terreno e produce spore “durevoli”, all’interno delle quali il virus può rimanere vitale per un periodo anche superiore a 15 anni.

 

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