La siccità colpisce duramente la Sardegna

La regione vuole chiedere al governo lo stato di calamità


terra arida

Il mese di maggio ha portato accumuli pluviometrici miseri, compresi tra 0 millimetri a 5 millimetri e la situazione peggiore si osserva nel Sistema Sulcis-Iglesiente. Seguono i bacini della Sardegna del Nord occidentale (Temo, Mannu e Coghinas) con un volume totale invasato che si aggira intorno al 68%, così che nel complesso la Sardegna indica livelli di pre-allerta. Sono a rischio le colture, per la perdurante situazione di siccità a cui si accompagna una scarsa disponibilità di acqua a uso irriguo, portando al limite della insostenibilità, le aziende agricole e zootecniche della Sardegna proprio a causa della siccità, che imperversa sovrana in tutta l’isola. Stante questa situazione siccitosa i vigneti e le produzioni stagionali potrebbero avere enormi danni economici.

«Stiamo monitorando la situazione – afferma Pier Luigi Caria Assessore regionale all’Agricoltura- e mettendo a punto tutti gli atti per richiedere al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale, tra gelate e scarse precipitazioni ci sono tutte le condizioni per sostenere la richiesta». Questa situazione contingente preoccupa anche Francesco Erbì, segretario provinciale della Cia di Cagliari, che si sofferma su un andamento climatico sardo penalizzante tutti i comparti agricoli e zootecnici con la conseguente riduzioni delle produzioni agricole. Anche la Coldiretti Sardegna attraverso una nota afferma che «stiamo assistendo alla drammatica realtà di queste settimane che ha già messo in serie difficoltà tutti i settori dell’agricoltura sarda e che potrebbe rappresentare il colpo di grazia definitivo se non ci sarà un immediato intervento della politica regionale».  É necessario pianificare e programmare gli investimenti per evitare la desertificazione della campagne sarde e i conseguenti contraccolpi economici e sociali.


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