Sì all’indicazione dei trattamenti post raccolta sugli agrumi

La Corte di Giustizia europea ha definitivamente respinto il ricorso della Spagna che chiedeva l’abrogazione della norma


agrumi

La Corte di Giustizia ha definitivamente respinto il ricorso della Spagna che chiedeva l’abrogazione della norma che impone di indicare sulle cassette di agrumi destinati all’export, se i prodotti siano stati sottoposti a trattamenti fungicidi post raccolta.
Il Tribunale comunitario si era già espresso in prima istanza nel novembre del 2014 sul ricorso presentato sempre dalla Spagna per tale problematica e aveva pronunciato una sentenza che confermava il diritto della Commissione ad emanare la norma sull’etichettatura degli agrumi con riferimento all’obbligo di indicare i trattamenti post raccolta.
Con la sentenza del Tribunale dell’Ue emanata il 3 marzo scorso, la questione dovrebbe quindi essere definitivamente risolta senza possibilità di ulteriore revisione in quanto è stato confermato che si tratta di una norma posta in atto a tutela dei consumatori e della loro corretta e completa informazione senza alcun valore di alterazione della parità di trattamento e di accesso al mercato per i produttori.
Nella prima sentenza i giudici comunitari avevano già sostenuto, ed è stato confermato nell’ultima sentenza, che per quanto riguarda l’obiettivo d’informare i consumatori sulle sostanze utilizzate nel trattamento post-raccolta, i produttori di agrumi sono in una situazione diversa da quella dei produttori di altri tipi di frutta e verdura.
Infatti, in generale, la buccia di agrumi non si mangia con la polpa, ma si butta via. Tuttavia, le scorze degli agrumi hanno un uso specifico in cucina, in quanto possono essere utilizzate per preparare marmellate e liquori o per insaporire preparazioni alimentari.
Il Tribunale rileva inoltre che l’alto livello di protezione dei consumatori fornito dalle politiche comunitarie dovrebbe essere garantito per tutti i consumatori indipendentemente dal fatto che siano all’interno e all’esterno dell’Unione.
L’etichettatura sul possibile trattamento post-raccolta è ritenuta quindi necessaria per garantire un’adeguata protezione dei consumatori e non è accettabile per questo distinguere i consumatori all’interno e all’esterno dell’Ue e ciò fa parte di un’immagine di qualità ed affidabilità dei prodotti da parte dell’Ue.

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