Il set aside rispetta il greening

Tuttavia, la gestione dei terreni a riposo presenta alcune particolarità che l’agricoltore deve rispettare


greening

Domanda

Posseggo 2 ha di oliveto e 32 ha di seminativi. Volevo sapere se con la nuova Pac 2014-2020 posso lasciare tutti i 32 ha di seminativi a riposo per 2 o 3 anni percependo regolarmente i titoli base più il greening.

 

 

Risposta

I terreni a seminativi possono essere lasciati a riposo (set aside o maggese), anche per più anni, e l’agricoltore può accedere al pagamento di base e al pagamento greening. Nel caso del quesito, se tutti i terreni sono lasciati a riposo, l’agricoltore rispetta tutti gli impegni del greening. Tuttavia, la gestione dei terreni a riposo presenta alcune particolarità che l’agricoltore deve rispettare.

La gestione dei terreni a riposo non è particolarmente impegnativa, anzi in molti casi rappresenta un’opportunità per i terreni marginali, in virtù della sua possibilità di essere utilizzata come coltura nella diversificazione e come EFA.

Il terreno a riposo è una superficie ammissibile ai pagamenti diretti ed è un seminativo. In base al principio del disaccoppiamento dei pagamenti diretti, l’agricoltore non ha l’obbligo di praticare alcuna coltivazione, purché rispetti gli impegni della condizionalità e del greening. Quindi il terreno a riposo (set aside o maggese) percepisce i pagamenti diretti alla stessa stregua di qualsiasi altra superficie agricola.

Tuttavia la gestione dei terreni a riposo richiede qualche elemento di conoscenza aggiuntiva per applicare correttamente gli impegni normativi. La gestione di un terreno a riposo deve assicurare:

–   il mantenimento del terreno in buone condizioni agronomiche e ambientali (condizionalità);

Leggi la risposta completa di Angelo Frascarelli su Terra e Vita 39/2016 L’Edicola di Terra e Vita


There are 2 comments

  1. Francesco

    Ho 120 ha seminativi. Vorrei mettete 90 ha a riposo, 24 ha a grano e 6 ha a orzo. In questo modo rispetto il grenning e ricevo il pagamento del grenning?
    Un cordiale saluto.
    Francesco

    1. Angelo Frascarelli

      I seminativi devono rispettare due impegni del greening:
      – diversificazione colturale;
      – presenza del 5% di aree di interesse ecologico (EFA).
      Primo impegno del greening. Nelle aziende la cui superficie a seminativo è superiore a 30 ha, la diversificazione prevede almeno tre colture, con la coltura principale che copre al massimo il 75% della superficie a seminativo e le due colture principali al massimo il 95%.
      In base al Reg. 1307/2013 (art. 44, par. 4), nella definizione di “coltura” rientrano:
      • le colture appartenenti a uno qualsiasi dei differenti generi della classificazione botanica delle colture;
      • i terreni lasciati a riposo.
      L’agricoltore in questione pratica tre colture su 120 ettari di seminativi. La coltura principale è il “terreno a riposo”, pari al 75% (non supera il 75%); le due colture principali (terreni a riposo e grano) sono pari al 95% (non superano il 95%). Di conseguenza, l’agricoltore rispetta la diversificazione.
      Secondo impegno del greening. Le aziende di dimensione superiore a 15 ettari a seminativo devono avere il 5% delle aree di interesse ecologico.
      Il terreno lasciato a riposo è considerato area di interesse ecologico (Reg. 1307/2013, art. 46, par. 2), con un fattore di ponderazione di 1. Quindi i 90 ettari di terreno lasciato a riposo corrispondono a 90 ettari di aree di interesse ecologico, ampiamente superiore al 5%. Di conseguenza, l’agricoltore rispetta le EFA.
      L’agricoltore in questione ha anche un’altra opportunità, offerta dall’art. 44 (par. 2) e 46 (par. 4) del Reg. 1307/2013, che recita: sono esclusi dal rispettare l’obbligo della diversificazione e delle EFA le aziende i cui seminativi sono utilizzati per più del 75% per la produzione di erba o di piante erbacee da foraggio, per terreni lasciati a riposo o sottoposti ad una combinazione di tali tipi di impieghi, a condizione che la superficie complessiva dei seminativi non sottoposti a tali utilizzi non superi i 30 ettari.
      Se l’agricoltore in questione destinasse 91 ettari a terreni a riposo (più del 75%), automaticamente rispetterebbe il greening (sia la diversificazione sia le aree ecologiche); quindi l’agricoltore non sarebbe neanche obbligato a fare le tre colture.

      Angelo Frascarelli

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