Semine precoci di mais, meglio prevenire

I trattamenti in pre-emergenza sono fondamentali per contrastare la competizione iniziale dovuta alle malerbe


Mais

Il mais dalla semina alla differenziazione della quarta foglia è particolarmente sensibile alla competizione delle malerbe; nei sistemi convenzionali occorre pertanto diserbare. Gli interventi preventivi nella maggior parte delle situazioni permettono di mantenere i seminativi esenti da infestanti nelle prime fasi di crescita, dal momento che esercitano un ampio spettro d’azione. Questi sono un’arma fondamentale per prevenire l’insorgenza di popolazioni di malerbe resistenti, con particolare riferimento ad Echinochloa crus-galli ed Amaranthus spp.. Potendo intervenire fino a quando il mais ha differenziato le 3-4 foglie, è possibile posticipare le applicazioni e quindi allungare la persistenza d’azione. Le differenti formulazioni contenenti terbutilazina e anche la più recente miscela a base di tiencarbazone

Amaranthus

La terbutilazina rimane una soluzione determinante per prevenire l’insorgenza di popolazioni di Amaranthus resistenti al meccanismo d’azione ALS.

+ isossaflutolo addizionata dell’antidoto agronomico ciprosulfamide (Adengo) assicurano le maggiori garanzie di efficacia e persistenza. Nonostante la drastica riduzione delle dosi massime applicative a 850 g/ha di principio attivo per anno, la terbutilazina rimane ancora il prodotto cardine di pre-emergenza e post precoce del mais. Ma in molte regioni del Nord Italia il suo impiego è ulteriormente limitato per legge. Va ricordato comunque che le linee di intervento con terbutilazina sono utilizzate con lo scopo principale di giungere alle operazioni di raccolta del mais senza altri interventi erbicidi. Quando per scelta aziendale o per eventuali vincoli legislativi è necessario abbandonare la trebutilazina la definizione delle miscele da utilizzare risulta leggermente più complessa, dovendo impiegare più formulati ad azione complementare.

Per contrastare Abutilon theophrasti le linee di intervento di pre-emergenza e post-emergenza precoce maggiormente impiegate prevedono l’impiego di un principio attivo in grado di controllare almeno le prime ondate di nascita di questa specie malvacea, riconducibili in isossaflutolo, i due trichetoni sulcotrione e mesotrione ed il più recente clomazone.

 

Il problema delle resistenze

Considerando che nel mais le problematiche maggiori sono determinate da Echinochloa crus-galli, oltre alla razionale definizione delle rotazioni, nei terreni normali diventa indispensabile ricorrere alle applicazioni preventive con i numerosi erbicidi ad azione specifica necessari anche per evitare la diffusione delle popolazioni di Amaranthus spp. Più complicata diventa la gestione nei seminativi caratterizzati da terreni fortemente organici, dove gli unici rimedi sono o la razionalizzazione delle rotazioni o, eventualmente il posticipo delle semine con la rivalutazione di trattamenti di post-emergenza molto precoce con miscele complesse.

Strategia “solo post”

Diserbare solo in poste emergenza offre la possibilità di una più precisa scelta sia dei principi attivi sia delle dosi applicative in relazione alla reale composizione delle infestazioni ed al loro stadio di sviluppo. Per contro con l’adozione di strategie “solo post” si corre il rischio, soprattutto in caso di prolungata inagibilità dei terreni, di essere esposti a deleteri effetti di competizione delle infestanti nel periodo critico iniziale e la possibile selezione di popolazioni di infestanti resistenti.

 

Contro le graminacee

Molti sono le soluzioni disponibili, ma a tutte è comune un fatto: Per evitare pericolosi decrementi dell’efficacia graminicida tutti i prodotti sopra ricordati sono da utilizzare possibilmente a dosi

Diserbo

Per preservare l’efficacia delle fondamentali solfoniluree graminicide (nicosulfuron, rimsulfuron, foramsulfuron) occorrono interventi precoci.

appropriate, evitando i dosaggi minimi di etichetta. È bene evidenziare che il loro spettro d’azione comprende anche numerose infestanti comuni a foglia larga, tra cui amarantacee, crucifere, composite, numerose ombrellifere.

 

Contro le dicotiledoni

La complessità delle miscele da utilizzare in post-emergenza dipende in primo luogo dalla effettiva composizione floristica da eliminare, che presumibilmente sarà più diversificata in linea di massima nelle semine più anticipate, quando si opera nei terreni organici oppure dove si è optato per la più rischiosa soluzione “solo post”. Nelle aree più a rischio la soluzione più razionale è quella di ricorrere a trattamenti di pre-emergenza con la più efficace terbutilazina o, in via subalterna, utilizzare erbicidi dicotiledonicidi a differente meccanismo d’azione

Soluzioni ad ampio spettro

La necessità di utilizzare miscele più o meno complesse per risolvere le più diversificate situazioni di inerbimento, in particolare adottando le strategie “tutto in post” ha poi favorito la commercializzazione di numerosi formulati pronti contenenti più principi attivi a spettro d’azione complementare, permettendo anche di semplificare la sempre più complicata gestione dei magazzini.

 

Leggi l’articolo completo su Il Contoterzista n. 3/2017 – L’edicola de Il Contoterzista


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