Sementi, il breeding evolve e fa meno paura

La competitività passa dalle nuove tecniche di miglioramento genetico


beeding

Largo alle New breeding techniques (Nbts). Mentre l’Unione europea tentenna da 20 anni davanti agli Ogm, il miglioramento genetico va avanti e ormai sono otto le tecniche che aspettano un pronunciamento. La richiesta di registrazione in Europa di una nuova varietà di colza ottenuta dalla società canadese Cibus tramite genome editing (e il provvisorio avvio delle sperimentazioni in Germania) sta spingendo la Commissione a riprendere in mano un dossier fermo dal 2007. «Nell’audizione – testimonia Alessia Cogliandro di Esa, European seed association – tenuta a Bruxelles a inizio dicembre la Commissione ha inziato a valutare se inserire le nuove tecnologie nell’alveo della normale procedura autorizzativa (Dir. 2001/18) oppure se devono essere considerate Ogm». Il secondo caso, visti gli alti costi e le incertezze registrative, escluderebbe le società sementiere italiane (tutte pmi) dai vantaggi legati a queste tecnologie. Per questo Assosementi ha organizzato a Bologna il 9 dicembre un partecipato incontro. «Il miglioramento genetico – afferma Michele Morgante, presidente di Siga (società italiana di genetica agraria) – è da sempre la strada maestra per introdurre innovazione in agricoltura. Le nuove biotecnologie assicurano più velocità ma soprattutto, introducendo solo il carattere desiderato, preservano le varietà tradizionali, una caratteristica che può essere strategica per il made in Italy». «La tecnologia più promettente – assicura Fabio Fornara del Dip. di Bioscienze dell’Università di Milano – è il genome editing tramite il sistema Crispr/Cas9». Un meccanismo biomolecolare simile ad un taglia-cuci che è in grado di indurre una mutagenesi in punti precisi del Dna. Fornara sta utilizzando questo modello per l’adattamento rapido di varietà di riso tropicali alle latitudini settentrionali. «Tra le principali linee di sperimentazione – elenca Roberto Tuberosa dell’Università di Bologna – vi è la resistenza ai parassiti e l’adattamento alla siccità. Il nostro Paese dovrebbe evitare di bloccare ancora una volta la ricerca». «I decisori politici – concorda Guido Dall’Ara, presidente di Assosementi – dovrebbero prendere coscienza delle opportunità offerte dagli Nbts, strumenti essenziali per lo sviluppo sostenibile e competitivo della nostra agricoltura». Una prima decisione relativa a queste 8 tecniche dovrebbe essere assunta dalla Commissione Ue in febbraio.
Sui siti di Terraevita e Novagricoltura i link alle relazioni presentate al convegno.

 

Leggi l’articolo completo di foto e box informativi su Terra e Vita 49-50/2015 L’Edicola di Terra e Vita


Pubblica un commento