Scosse killer sull’agricoltura

Danni ingenti in tutto il Centro Italia. Via libera alle misure d’emergenza. Stanziati i primi 11 milioni di euro per i comparti del latte e della carne. Occorre semplificare la precedure per provare a ripartire


scosse

Mentre nel centro Italia colpito dal disastroso terremoto lo sciame sismico continua a far tremare la terra e l’Ingv (l’istituto nagionale di geofisica e vulcanologia) ipotizza che le scosse potrebbero durare addittura degli anni, la mattina del 4 novembre, in un Consiglio dei ministri della durata record di soli 21 minuti è stato dato il via al decreto denominato “Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni e dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016”.

«Con l’approvazione di questo decreto vogliamo mettere in moto un meccanismo che consentirà di semplificare le procedure per il post terremoto», ha sottolineato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi intervenendo a Firenze nell’ambito della commemorazione dei 50 anni dall’alluvione del 1966.

Il provvedimento detta norme volte a consentire interventi accelerati per affrontare le conseguenze delle nuove scosse di terremoto verificatesi tra il 26 e il 30 ottobre, tenendo anche conto dell’approssimarsi della stagione invernale.

In particolare, al fine di sostenere la continuità produttiva delle attività zootecniche messe in ginocchio, il decreto autorizza la spesa di 10.942.300 euro per il sostegno dei settori del latte, della carne bovina, dei settori ovicaprino e suinicolo.

A causa delle 23.000 scosse che stressano gli animali dal 24 agosto la produzione di latte negli allevamenti delle aree terremotate, secondo le stime di Coldiretti, è crollata del 30% mentre sono aumentati i costi gestione nelle stalle distrutte, inagibili o lesionate e quelli per la consegna del latte a causa delle strade dissestate. Inoltre crescono anche i rischi per mandrie e greggi senza più ricoveri di essere preda di animali selvatici o di sciacalli.

Sono stati accolti con favore dalle organizzazioni professionali l’aiuto di 400 euro per capo bovino con l’aumento dello stanziamento da 1 a 11 milioni di euro per gli allevatori colpiti, non chè gli anticipi sui contributi europei per far fronte alle esigenze di liquidità mentre verranno raddoppiate le 200 stalle mobili e i 70 moduli abitativi previsti dai bavdi regionali in dirittura di arrivo.

 

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