Roberto Moncalvo: «Un giusto reddito per le imprese agricole»

È l’obiettivo sul quale Coldiretti si sta impegnando senza tregua con proposte concrete nelle piazze e nelle sedi istituzionali, in Italia ed in Europa


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Valorizzare adeguatamente i prodotti delle aziende agricole per dare dignità al lavoro in campagna e un giusto reddito agli imprenditori è l’obiettivo sul quale siamo impegnati senza tregua con proposte concrete nelle piazze e nelle sedi istituzionali, in Italia ed in Europa.

Per ultimo la grande manifestazione di Milano con la richiesta del decreto per l’etichettatura di origine del latte e derivati accolta dal premier Matteo Renzi, che ha partecipato all’appuntamento insieme al Ministro Maurizio Martina.

Un decreto che prevede l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del latte utilizzato, mettendo finalmente in trasparenza un mercato, quello lattiero caseario, che per troppi anni è stato “riserva di caccia” di una certa industria specializzata nell’importare latte e cagliate dall’estero da spacciare come Made in Italy per fare crollare i prezzi e chiudere le nostre stalle. Scrivere da dove arriva il latte a lunga conservazione, al pari di quello impiegato per fare i formaggi o lo yogurt, rappresenta una svolta storica verso la trasparenza che apre in Italia e in Europa la strada del cambiamento, oggi più che necessario anche negli altri settori in cui l’origine in etichetta non è ancora obbligatoria.

 

Ma, oltre alla trasparenza, chiediamo anche una maggiore coerenza con i messaggi lanciati in questi anni sull’importanza dell’agricoltura per il futuro dell’Europa, poiché non possiamo più accettare che il nostro settore continui a essere trattato dall’Unione come merce di scambio nei negoziati internazionali, come è avvenuto con l’embargo russo, ma anche con gli accordi con il Marocco e l’Egitto per l’ortofrutta, con la Tunisia per l’olio o con la Cambogia e il Vietnam per il riso.

Intese che hanno prodotto come unico risultato quello di fare concorrenza sleale alle nostre imprese in un momento difficile come quello che stiamo vivendo. Con i prezzi oggi riconosciuti nelle campagne che sono un insulto ai primati conquistati dalle nostre imprese sul piano qualitativo e della sicurezza alimentare.

 

Molto però deve essere fatto a livello nazionale per tagliare burocrazia e adempimenti inutili a partire dalle semplificazione della Pac e dalle normative nazionali per ogni settore produttivo, come avverrà ad esempio nel vino con l’approvazione del Testo Unico che la Coldiretti ha fortemente voluto e sostenuto.

Essenziale, ancora, è garantire una corretta informazione senza lasciare campo libero a campagne dai toni allarmistici e del tutto infondati che hanno effetti dirompenti sui consumi, con danni irreparabili per le imprese.

A preoccupare oggi sono anche le mode estreme e gli stili di consumo insensati e spesso pericolosi, ai quali viene dato uno spazio davvero eccessivo rispetto al reale peso che hanno all’interno della società.

 

Per fare tutto ciò serve, è vero, una responsabilizzazione delle Istituzioni ma non possiamo pensare che il nostro lavoro possa esaurirsi in una denuncia “passiva”. Occorre, al contrario, un impegno diretto a difesa delle produzioni italiane ed è quello che Coldiretti sta facendo in queste settimane, con decine di migliaia di agricoltori che sono scesi in piazza, da Catania per gli agrumi e gli ortaggi a Bari per l’olio di oliva e il grano, da Torino per la carne a Milano per il latte fino a Napoli per denunciare la bassa qualità dei prodotti importati a basso costo ma anche Udine, Bologna, L’Aquila e molte altre città. Una protesta, voglio ricordarlo, che non è mai slegata dalla proposta, in un binomio che rappresenta la cifra costante del nostro agire come forza amica del Paese.

 

di Roberto Moncalvo

presidente nazionale Coldiretti

 www.terraevita.it@coldiretti


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