Il rispetto del greening

La diversificazione non richiede la rotazione


greening

Domanda

Siamo un’azienda agricola biologica di circa 60 ha di seminativi in Sicilia. Per la campagna 2014 abbiamo coltivato 100% grano duro. Per la campagna 2015 per il 50% favino e 50% veccia. Per la campagna 2016 invece 100% grano duro (raccolto giugno 2016). Probabilmente la diversificazione delle colture non é stata rispettata, ma fino al 2016 non erano previste sanzioni. Per la campagna in corso (2017) pensavamo di procedere come segue: 50% sulla e trifoglio, 30% ceci e 20% grano duro (o 50 % sulla e trifoglio, 40% ceci e 10% grano duro). Saremmo in regola con la diversificazione prevista dal greening? É consentita la quota di ringrano? Ho letto degli articoli sulla regione Sicilia che sostengono di sì, ma non ho trovato alcun riferimento normativo. É corretto interpretare la diversificazione di 3 colture su base annuale e non pluriennale, distinguendola dalla rotazione delle colture?

 

Risposta

Il Reg. 1307/2013 (art. 43) prevede che gli agricoltori biologici sono esentati dagli impegni del greening ovvero hanno diritto al pagamento verde senza ulteriori impegni, relativamente alla parte di azienda sulla quale si pratica l’agricoltura biologica.

Quindi, se il lettore possiede un’azienda interamente ad agricoltura biologica, rispetta automaticamente gli impegni del greening, anche se pratica la monocoltura. Di conseguenza, il lettore ha rispettato il greening anche nel 2016 in cui ha coltivato grano duro biologico sul 100% della superficie a seminativi.

Probabilmente il lettore non intende utilizzare la deroga dell’agricoltura biologica e vuole rispettare gli impegni del greening per evitare gli eventuali rischi di “doppio finanziamento”, che potrebbe comportare una riduzione del pagamento per l’agricoltura biologica. In tal caso, gli impegni del greening prevedono che l’agricoltore deve rispettare:

–   la diversificazione: presenza di almeno tre colture, con la principale che copre al massimo il 75% della superficie a seminativo e le due colture principali al massimo il 95%;

–   presenza di almeno il 5% di aree di interesse ecologico.

Il lettore dichiara di voler coltivare:

–   50% sulla e trifoglio;

–   30% ceci;

–   20% grano duro.

Oppure:

–   50% sulla e trifoglio;

–   40% ceci;

–   10% grano duro.

Entrambi gli ordinamenti colturali rispettano gli impegni…….

Leggi la risposta completa di Angelo Frascarelli su Terra e Vita 41/2016 L’Edicola di Terra e Vita

 

 


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