Risparmiare acqua con il monitoraggio

Matteo Bertocco ci spiega l’iniziativa sviluppata con Terremerse


campo con sensori

Risparmiare acqua non vuol dire ridurre a prescindere la risorsa idrica impiegata per l’irrigazione, ma gestirla in modo tale da rispondere alle effettive esigenze della pianta. Non è da escludere quindi che si possa utilizzare una quantità d’acqua comparabile o anche superiore a quella che viene utilizzata basandosi esclusivamente sul riscontro empirico.

Per rispondere a queste esigenze la cooperativa Terremerse di Bagnacavallo (Ra) ha promosso un’iniziativa per gestire con maggior precisione l’acqua di irrigazione. Così, abbinando sulla pluriennale esperienza sul campo l’acquisizione di dati sul contenuto di umidità del terreno, la cooperativa è riuscita a creare un riferimento oggettivo su cui poter valutare la corretta quantità d’acqua da impiegare.

«Premesso che in ogni caso gli eccessi irrigui devono essere limitati e, possibilmente, eliminati – afferma Matteo Bertocco, responsabile di Agricultural Support, società partner di Terremerse – l’aspetto essenziale da tenere in considerazione è quale sia il volume utile da impiegare perché la pianta possa produrre bene. Per il pomodoro è più efficace un utilizzo di 2.500 m3/ha di acqua a fronte di una produzione di 800 q/ha rispetto ad un minore utilizzo di acqua, ma con una produzione inferiore e quindi un più alto consumo per quintale di bacche prodotte».

«Questa differenza nell’interpretazione è fondamentale – precisa Bertocco – in quanto molte volte l’azienda vede con diffidenza le tecniche di risparmio idrico perché le associa a priori a una riduzione di acqua impiegata e quindi di resa, rinunciando di fatti ai benefici che derivano da un più razionale impiego della risorsa idrica».

L’articolo completo è pubblicato su Terra e Vita n. 19/2015


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