Riso, origine obbligatoria in etichetta

Il Ministro Martina ha già predisposto il decreto. E in occasione del tavolo sul riso si è impegnato su una serie di provvedimenti importanti fra cui l’attivazione della clausola di salvaguarda a tutela dei risicoltori. Secondo Paolo Carra (Ente Risi) la filiera si deve interrogare per capire se è in grado di sostenere l’attuale situazione di mercato


Ministro Martina - tavolo del riso

«Vogliamo introdurre – ha dichiarato oggi il Ministro Maurizio Martina in occasione della riunione del tavolo di filiera del riso – l’obbligo di indicazione dell’origine del riso in etichetta. Lo chiediamo a livello europeo e, in accordo con il ministro Carlo Calenda (Sviluppo economico), siamo pronti a sperimentare questo strumento in Italia. Oltre l’80% dei cittadini che hanno partecipato alla nostra consultazione pubblica ci chiede informazioni chiare sulla provenienza di questo prodotto. Per rispondere alla crisi del riso che sta mettendo in difficoltà migliaia di agricoltori in tanti nostri territori chiediamo alla Commissione Ue di fermare le importazioni a dazio zero che hanno creato uno squilibrio di mercato evidente, peraltro senza generare effetti positivi per i piccoli produttori dei paesi asiatici dai quali importiamo. Chiediamo l’attivazione urgente della clausola di salvaguardia. Allo stesso tempo siamo pronti a estendere anche al settore risicolo la sperimentazione dell’assicurazione agevolata salva ricavi, come fatto per il grano. Può essere uno strumento concreto di protezione del reddito a fronte di forte oscillazioni dei prezzi delle materie prime. Per sostenere il settore investiremo 2 milioni di euro sulla promozione delle qualità del riso».

In particolare il Ministero si impegna su:

  • etichettatura d’origine obbligatoria per il riso (già pronto il decreto),
  • rinnovo della richiesta dell’attivazione della clausola di salvaguardia,
  • invio lettera al commissario Ue Phil Hogan e ai Ministri dei Paesi produttori per sostenere l’attivazione della clausola di salvaguardia e per contribuire alla riforma del regolamento 978/2012,
  • sperimentazione della polizza ricavi per il settore risicolo,
  • stanziamento di 2 milioni di euro per sostenere e promuovere la filiera risicola.

Al tavolo di filiera erano presenti l’assessore all’agricoltura della regione Piemonte Giorgio Ferrero, l’assessore all’agricoltura della regione Veneto Giuseppe Pan, le principali organizzazioni agricole, i rappresentanti dell’industria e il presidente dell’Ente nazionale risi Paolo Carrà.

Durissima Coldiretti contro l’Ente Risi, additato come “inutile” dai cartelli che hanno accompagnato i fischi dei Berretti Gialli che per tutta la mattinata hanno presidiato il ministero delle Politiche Agricole in via XX Settembre a Roma, alla vigilia del tavolo nazionale del riso. Applausi, invece, per il ministro Martina che, prima dell’incontro, era sceso a parlare con i risicoltori con in mano la bozza di decreto che introdurrà l’etichettatura obbligatoria: una sperimentazione prima e unica a livello europeo.

In un suo comunicato la Cia ha ribadito che le problematiche connesse al mercato e alla commercializzazione del riso italiano non si possono liquidare con interventi precipitosi e a spot, che sembrano di propaganda. Piuttosto occorrono politiche di lungo respiro e interventi ponderati come una campagna promozionale sul prodotto “Riso Italiano”, una buona legge sul commercio interno, misure ad hoc sulle importazioni selvagge e maggiore attenzione nelle concessioni tra le aree di libero scambio per un prodotto considerato sensibile dalla stessa Commissione Europea.

Confagricoltura chiede da subito una Pac più semplice e flessibile che riduca gli impegni di greening per i risicoltori e attivi misure di emergenza per il mercato del riso e consentendo ai Paesi membri di modificare i pagamenti accoppiati.

«Non capisco l’attacco da parte di Coldiretti – ha detto Paolo Carrà – e quindi mi incontrerò al più presto con Roberto Moncalvo per capire cosa può fare o come potrebbe cambiare, se del caso, l’Ente Risi».

«L’Ente Risi si è già impegnato recentemente – continua Carrà – sul fronte dell’applicabilità della clausola di salvaguardia e sul problema dell’etichettatura. Faccio anche presente che oggi ho consegnato al Ministro una lista dei principi attivi chimici utilizzati all’estero nella produzione del riso che viene importato, che non rispettano i principi della reciprocità. Per altro la mia richiesta di effettuare gli adeguati controlli sul prodotto è sempre caduta nel vuoto».

«Il Ministro oggi ha preso un impegno forte – aggiunge – e adesso ci aspettiamo un’azione concreta e definita. Dico anche, però, che la filiera deve iniziare a riflettere per cercare di capire se, così come è strutturata oggi, è in grado di supportare l’attuale situazione di mercato».


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