In vista dell’Imu dopo le sentenze della Cassazione restano le incertezze Ici per fabbricati rurali –

L’agevolazione sugli acquisti dei terreni sarà cancellata nel 2014 dalla nuova imposta sui trasferimenti

Riforme: Federalismo, a rischio gli sconti Ppc

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Il federalismo è finito nel tritacarne dello scontro politico, ma resta comunque un progetto per il quale la strada è comunque segnata. E l’agricoltura come rientra in questa «rivoluzione»?
Il settore è già alle prese con molte questioni aperte, mentre guarda con apprensione anche al tavolo per la riforma fiscale avviato dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. 
Per quanto riguarda l’impianto della riforma federalista, su cui si è aperto lo scontro, i temi caldi per l’agricoltura sono due: l’Imu e le imposte di registro e catastale.
Partiamo dall’imposta che dovrebbe sostituire dal 2014 l’Ici con un incremento al 7,6 per mille e la possibilità di un ulteriore ritocco da parte dei Comuni del 3 per mille. L’agricoltura è ancora alle prese con la necessità di chiarire una volta per tutte le agevolazioni riservate ai fabbricati rurali.
Da qualche anno infatti si procede a stop and go. A riaccendere le «voglie» dei Comuni, sempre a caccia di risorse, per ben due volte ci ha pensato la Cassazione che ha vincolato il riconoscimento della ruralità a due categorie catastali: la A6 per le case e la D10 per i fabbricati strumentali. La prima volta è stato necessario un intervento chiarificatore del Governo. Mentre la più recente sentenza dello scorso anno, che ha riproposto il vincolo, questa volta è stata avallata dalle Entrate. E così i Comuni sono ripartiti all’attacco. Per uscire dall’impasse le organizzazioni agricole da tempo chiedono che si riconosca con chiarezza la ruralità a tutti i fabbricati utilizzati a fini agricoli indipendentemente dalla categoria catastale.
Il trattamento riservato ai fabbricati rurali diventa fondamentale in vista dell’applicazione dell’Imu.
Questa tassa, che come l’Ici si applicherà sulla seconda casa, prevede però che i possessori di redditi fondiari siano esentati dall’Irpef. Ma tale vantaggio, almeno nell’ultima bozza del decreto «congelato», non è esteso ai redditi dominicali che dunque pagherebbero Imu e Irpef.
La seconda questione è ancora più pesante e potrebbe trasformarsi per gli agricoltori in una vera e propria stangata. Sempre dal 2014 infatti è prevista un’imposta ad hoc che dovrebbe sostituire l’imposta catastale e di registro sui trasferimenti. Una nuova tassa che andrebbe però a cancellare tutte le agevolazioni finora operative.
E quindi la scure cadrebbe anche sulla Piccola proprietà contadina. Attualmente imprenditori agricoli professionali (Iap) e coltivatori diretti pagano un’imposta dell’1% che schizzerebbe al 9% con un rincaro dell’800% della tassazione.
Un vero salasso che rischierebbe di bloccare gli acquisti fondiari e frenare così il necessario processo di rafforzamento della maglia poderale. Per il settore agricolo la nuova tassa avrebbe anche il sapore amaro della beffa. Si tratta infatti di un intervento che dopo quasi sessanta anni di proroghe è stato stabilizzato con l’ultima Finanziaria.
E infine la riforma vera e propria. L’agricoltura partecipa al tavolo generale e per il momento non ci sono problemi specifici. Ma bisogna però tener conto del fatto che all’ordine del giorno c’è la riforma di tutte le agevolazioni di tutti i settori. Ora bisognerà far comprendere bene alla commissione guidata da Vieri Ceriani, che aveva già collaborato con l’ex ministro Visco, che in agricoltura il regime catastale non è un’agevolazione. È una sorta di studio di settore e dunque non va annoverato nella rosa delle agevolazioni.
Senza tassazione su base catastale, che tra l’altro negli ultimi anni per effetto della legge d’orientamento ha avuto un’estensione anche alle attività cosiddette connesse e alle società agricole, il settore sarebbe a serio rischio di sopravvivenza. L’unica possibilità potrebbe essere quella di rivedere gli estimi catastali fermi di fatto dal 1984, ma senza toccare un impianto che finora ha comunque garantito la vita delle imprese agricole.

 

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