La riduzione delle malerbe passa anche dalla semina

Dal Crea-Cer di Foggia una seminatrice che realizza una disposizione geometrica delle piante tale da “dominare” le malerbe


Semina

La riduzione delle malerbe passa anche dalla semina. Sono questi i risultati ottenuti dal Crea-Cer di Foggia grazie a una seminatrice in grado di disporre il seme geometricamente.

La semina a file tradizionale lascia infatti un interfilare libero in cui possono svilupparsi malerbe, mentre quella a spaglio, che eliminerebbe le interfile, rende difficoltoso effettuare investimenti uniformi sulla superficie.

La nuova seminatrice ideata dai ricercatori foggiani si presenta quindi come il giusto mezzo tra la semina a spaglio e su file, infatti questa riesce a disporre il seme su file, ma con una distanza inferiore ai 5 cm e con una leggera sfalsatura del seme sulle file.

I risultati sono positivi: rispetto alle semine tradizionali questo metodo ha garantito rese maggiori sia per la competizione accresciuta verso le malerbe, sia per un’ottimale disposizione delle piante, che riescono meglio a captare la luce e a sfruttare le risorse del terreno.

Sperimentata per adesso solo su cereali autunno-vernini, questa tecnica potrebbe potenzialmente venir estesa anche alle leguminose da granella o a colture che richiedono elevati investimenti di seme a ettaro. Inoltre, grazie alla possibilità di ridurre il ricorso agli agrofarmaci, da momento che la disposizione delle piante permette un controllo delle infestanti derivante da un’accresciuta competitività della coltura, questa tecnologia può aiutare notevolmente l’agricoltore convenzionale, ma soprattutto quello biuologico, che non può avvalersi affatto d’alcun diserbo chimico.

 

L’articolo completo può essere letto sul numero 5/2017 de “Il Contoterzista”


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