Ridurre lo spreco per ridurre i rifiuti

In vigore dal 14 settembre la legge anti sprechi che punta su incentivi e semplificazione. Dalla Doggy bag a riduzioni delle tasse, allo smaltimento delle eccedenze attraverso le Onlus


spreco

Il 14 settembre entrerà in vigore la legge anti sprechi alimentari (L. n. 166/2016 – G.U. n. 122/2016), varata ad inizio agosto dall’Italia come aveva fatto la Francia ad inizio anno. La nuova legge anti spreco è però sostanzialmente diversa dalla normativa francese in quanto rispetto a quest’ultima, che si basa sulla penalizzazione, punta sugli incentivi e sulla semplificazione burocratica.

Gli obiettivi della nuova legge anti sprechi sono quelli di favorire il recupero e la donazione delle eccedenze a scopo solidale e sociale, destinandole ai poveri e ai bisognosi; cercare di limitare l’impatto negativo sull’ambiente e sulle risorse naturali promuovendo il riuso e il riciclo; contribuire al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Programma nazionale di prevenzione di rifiuti e spreco alimentare.

La nuova legge affronta il problema degli sprechi alimentari e della possibilità di utilizzare ciò che finisce nella spazzatura, in maniera radicale partendo dall’introduzione, per legge di due nuove figure giuridiche: eccedenze alimentari e spreco alimentare.

Una volta fatta questa premessa si passa poi a fare chiarezza tra termine minimo di conservazione e data di scadenza e viene introdotta una nuova etichetta da apporre sui prodotti destinati alle organizzazioni caritative e che diversamente andrebbero sprecati in quanto distrutti. Infatti è stato previsto che sulle etichette dei prodotti alimentari può essere riportato, oltre al termine minimo di conservazione o alla data di scadenza, anche il termine di utilizzabilità commerciale. Tale termine deve essere inferiore rispetto al termine minimo di consumo o alla data di scadenza, in misura tale da consentire la presa in carico, il possibile stoccaggio temporaneo e la consegna agli indigenti e alle persone senza potere di acquisto.

 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 36/2016 L’Edicola di Terra e Vita


Pubblica un commento