Riattivata la Banca dati giovani genitori

Stanziati 8 milioni di € per stabilizzare ulteriori 1.600 giovani precari. Aziende e cooperative possono assumere fino a 5 dipendenti


Banca Dati

Anche per il comparto agricolo riparte l’opportunità prevista per chi assume genitori di età non superiore a 35 anni e con figli minori iscritti alla Banca Dati per l’occupazione dei giovani genitori tenuta dall’Inps (messaggio n.7376 del 10 dicembre 2015 successivo alla nota del 18/11/2015 fatta pervenire all’istituto dal Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.).

Questa volta sono stati stanziati 8 milioni di € con l’intenzione di stabilizzare ulteriori 1.600 giovani genitori titolari di un contratto di lavoro precario.

Le regole da rispettare

Nel comparto agricolo sono interessati a tale opportunità sia gli imprenditori agricoli, le cooperative sociali di tipo b) e di tipo misto per i cui soci il beneficio è riconosciuto solo per chi ha scelto di intraprendere con la cooperativa un rapporto di lavoro subordinato.

Ad ogni azienda è concessa l’opportunità di richiedere il beneficio per un numero massimo di 5 dipendenti iscritti alla Banca Dati per l’occupazione dei giovani genitori, attraverso il modulo telematico “GIOV-GE” oltre alla dichiarazione del “de minimis” utilizzando il modello riportato nell’allegato A della circolare dell’istituto n.102/2014, avvalendosi della funzionalità “Contatti del Cassetto Previdenziale”. L’azienda ha la possibilità di verificare se il genitore per il quale si intende richiedere il beneficio è iscritto alla Banca Dati giovani genitori inserendo il codice fiscale del lavoratore nell’applicazione on line prevista per richiedere l’incentivo.

Per ottenere il beneficio previsto l’imprenditore che assume giovani genitori iscritti alla Banca Dati tenuta dall’Inps dovrà anche rispettare quanto segue:

–   l’assunzione non deve essere effettuata per far fronte all’obbligo previsto dalla L.68/99, ovvero per rispettare l’obbligo del collocamento obbligatorio;

–   l’azienda non deve aver effettuato nei sei mesi precedenti all’assunzione licenziamenti sia per giustificato motivo oggettivo che per riduzione di personale, tranne che la nuova assunzione sia finalizzata ad acquisire professionalità sostanzialmente differenti rispetto a quelle dei lavoratori licenziati;

–   il datore di lavoro non deve avere in atto sospensioni dal lavoro o riduzioni di orario di lavoro dovute per crisi aziendale, ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione industriale, tranne che l’assunzione sia finalizzata all’assunzione di professionalità sostanzialmente differenti rispetto a quelle dei lavoratori sospesi od ai quali è stato ridotto l’orario di lavoro;

–   il lavoratore che l’azienda intende assumere non deve, nei sei mesi precedenti all’assunzione, essere stato licenziato dalla stessa azienda o da una impresa ad essa collegata o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti.

Quando decade il diritto

Non si ha più diritto alla Banca dati quando:

–   si giunge a compiere 36 anni di età;

–   i figli minori raggiungeranno tutti la maggiore età;

–   cessa l’affidamento del minore;

–   si interrompe l’assunzione a tempo indeterminato anche parziale.

Quando al termine della procedura di iscrizione della Banca Dati si ottiene l’esito positivo della procedura di compilazione della domanda il giovane genitore riceverà dal sistema informatico un attestato di iscrizione dove viene riportata la data di scadenza dell’iscrizione stessa. Il numero iniziale di protocollo rappresenta il “Codice identificativo univoco” (CIU) dell’iscrizione che è indispensabile per accedere alla domanda acquisita in modo da comunicare eventuali variazioni che possono (es. nascita di un figlio) oppure per cancellarsi dalla Banca dati.   

 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 02/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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