Il regime di esonero Iva non sarà abolito nel 2017


esonero

Nel maxiemendamento al disegno di legge di Stabilità per l’anno 2016, su cui il governo ha chiesto e ottenuto la fiducia lo scorso 20 novembre dal Senato, e ora all’esame della Camera, non è più prevista l’abrogazione del regime di esonero Iva per i produttori agricoli.

Il disegno di legge originario, infatti, prevedeva che il regime di esonero scomparisse a partire dal periodo d’imposta 2017.

Il governo ha quindi accolto le richieste avanzate dalle associazioni professionali, che avevano già trovato un riscontro positivo durante l’esame del provvedimento da parte delle commissioni parlamentari del Senato.

Un sospiro di sollievo, certo salvo sorprese, per i produttori agricoli che, nell’anno precedente, hanno conseguito un volume d’affari, costituito per almeno 2/3 da cessioni di prodotti agricoli ed ittici (compresi nella Tabella a, parte prima, allegata al Dpr 633/72), non superiore a € 7.000: continueranno ad essere esonerati dal versamento dell’imposta e da tutti gli obblighi documentali e contabili, compresa la dichiarazione annuale (ma escluse eventuali operazioni intracomunitarie), fermo restando l’obbligo di numerare e conservare le fatture e le bollette doganali.



There are 4 comments

  1. carmelo

    Si chiede se è stato abolito il regime di esonero agricolo volume affari <7.000 euro , oppure per l'anno d'imposta 2016 è ancora valido

    1. Barbara Segato

      Nella bozza dell’ultima Legge di Stabilità era prevista l’abolizione del regime di esonero Iva. Si tratta del regime applicato dai produttori agricoli che nell’anno precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore ad euro 7.000, costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti agricoli. E’ definito di “esonero” perché chi vi rientra è esonerato dall’emissione delle fatture di vendita, dalla tenuta della contabilità, dalla presentazione delle dichiarazioni Iva e Irap e dall’iscrizione al Registro delle Imprese. Per le cessioni di beni l’obbligo di fatturazione è posto a carico degli acquirenti, se in possesso di Partita Iva, che devono emettere l’autofattura, applicando l’Iva nella misura corrispondente alle percentuali di compensazione, fissate con decreto ministeriale per categorie di prodotti. Gli unici adempimenti posti a carico dell’agricoltore consistono nella numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle copie delle autofatture. Nel caso di vendita diretta a privati non si deve emettere né lo scontrino né la ricevuta fiscale. Il regime di esonero cessa a partire dall’anno successivo a quello in cui è superato il limite di 7.000 euro o nello stesso anno, qualora sia superato il limite di 1/3 per le operazioni diverse dalla cessione di prodotti agricoli.
      Con l’abolizione del regime di esonero, detti agricoltori avrebbero automaticamente applicato il regime speciale Iva di cui all’art. 34 del Dpr n. 633 del 26/10/1972, che prevede l’applicazione dell’Iva ordinaria nelle fatture emesse e la detrazione in modo forfetario in base alle percentuali di compensazione (si versa all’Erario l’eventuale differenza tra aliquota ordinaria e aliquota di compensazione).
      Tuttavia, nella versione definitiva della Legge di Stabilità, è stata eliminata la disposizione che abrogava il regime di esonero. Pertanto, nulla è cambiato rispetto allo scorso anno: in presenza delle condizioni descritte si applica automaticamente il regime di esonero Iva.

      Barbara Segato

    1. Barbara Segato

      L’art. 34 del DPR n. 633 del 26/10/1972 definisce i produttori agricoli in regime di esonero IVA: “i produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 7.000 euro (…)”. Il volume d’affari è dato dalla somma degli imponibili di tutte le operazioni attive fatturate in un anno solare. L’altra condizione richiesta per il regime di esonero è che il volume d’affari sia costituito per almeno 2/3 da cessioni di prodotti agricoli e ittici, compresi nella I parte della tabella A allegata al DPR citato.
      Si ricorda che gli agricoltori che rientrano nel regime di esonero non sono tenuti ai seguenti adempimenti:
      emissione delle fatture di vendita;
      registrazione delle fatture e tenuta della contabilità;
      emissione di scontrino o ricevuta fiscale nel caso di vendita diretta a privati;
      presentazione della dichiarazione annuale IVA.
      L’agricoltore che rientra in detto regime IVA è anche esonerato dall’iscrizione al Registro delle Imprese presso le Camere di Commercio. Gli acquirenti di beni presso detti agricoltori, se sono titolari di Partita IVA e agiscono nell’esercizio di impresa, devono emettere autofattura, e consegnarne copia al venditore.
      Gli unici adempimenti cui sono tenuti i produttori agricoli in regime di esonero consistono nella numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle copie delle autofatture ricevute e nella presentazione annuale dell’elenco clienti/fornitori (“spesometro”).
      Le aziende che applicano il regime di esonero IVA sono relativamente numerose; si può trattare di aziende con modeste superfici, oppure di aziende che sono ancora nella fase iniziale di avvio dell’attività. Il lettore potrà consultare i dati ufficiali relativi alle aziende agricole italiane nel sito internet http://www.istat.it, nell’argomento “Agricoltura” alla voce “CensimentoAgricoltura2010”. Tutte le aziende agricole presenti in Italia (sono 1.620.884) sono suddivise in diverse classi di dimensione economica. La dimensione economica è un parametro diverso dal volume d’affari, che è invece un concetto puramente fiscale, ma si può comunque avere un’idea della grandezza delle aziende agricole italiane.

      Barbara Segato

Pubblica un commento