Il reddito da pensione è un reddito extra-agricolo

Quando l’agricoltore è attivo


pensione

Domanda

Mio zio pensionato, riceve, pagamenti diretti superiori € 1.250, ha p.Iva agricoltura con volume di affari < 7.000 € quindi in regime di esonero.
Nel 2015 vende olive per un importo di € 900 con regolare fattura. Al fine di continuare a percepire i contributi Pac, è obbligato quest’anno a presentare Dichiarazione Unica e dichiarazione Iva o può continuare a presentare modello 730? La fattura di vendita deve essere inserita nei redditi percepiti? Se sì, come?

 

Risposta

Lo zio pensionato può dimostrare di essere un “agricoltore attivo”, quindi può percepire i pagamenti diretti, senza la necessità di presentare la dichiarazione dell’Iva.

Ricordiamo che l’agricoltore può utilizzare sei fattispecie per dimostrare di essere “attivo”:

  1. agricoltore sotto una certa soglia di pagamenti diretti nell’anno precedente (5.000 euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; 1.250 euro nelle altre zone);
  2. iscrizione all’Inps, in qualità di coltivatore diretto o Iap o colono o mezzadro;
  3. titolari di partita Iva attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014 e, a partire dal 2016, anche la dichiarazione annuale dell’Iva;

a queste tre fattispecie, aggiungono le seguenti tre deroghe che hanno la stessa valenza:

  1. i proventi totali ottenuti da attività agricole nell’anno precedente rappresentano almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nell’anno precedente;
  2. l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente;
  3. l’attività principale o l’oggetto sociale di una persona giuridica è registrata come  attività agricola.

Leggi la risposta completa di Angelo Frascarelli su Terra e Vita 18/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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