Reddito dominicale e agrario fuori dall’imponibile Irpef

Per il triennio 2017-2019. La misura riguarderebbe solo Cd e Iap. Prevista anche la decontribuzione Inps per gli under 40


reddito

Non abbiamo ancora a disposizione il testo del disegno di legge varato dal governo nel Consiglio dei Ministri di sabato 15 ottobre, ma solo il comunicato stampa dello stesso CdM e qualche “qualificata” indiscrezione.

È bene ricordare che stiamo parlando di un disegno di legge che il governo ha presentato al Parlamento e che dovrà essere approvato sia dalla Camera che dal Senato in un testo identico: durante la cosiddetta “navetta”, con tutta probabilità verrà presentato l’ormai tradizionale “maxi-emendamento”, con il quale il governo cercherà di recepire la discussione che si svolgerà soprattutto nella commissioni parlamentari. Descrivendo questo iter, inoltre, non dobbiamo dimenticare che anche la Commissione europea esercita un ruolo, passando al vaglio il disegno di legge per verificare il rispetto dei parametri fissati dal Patto di Stabilità europeo e definire eventuali deroghe.

Comunque, da quanto anticipato cominciano ad emergere i contorni del “taglio dell’Irpef agricola” promesso nelle settimane scorse dal Premier Renzi e già annunciato sulla rivista (vedi TV 40/2016).

 

Taglio alle tasse di 1,3 miliardi

Anzitutto, in cosa consiste il beneficio: per i tre periodi d’imposta 2017-2019, il Reddito dominicale e il Reddito agrario dei terreni non concorrerà a comporrere l’imponibile Irpef e, di conseguenza, non sarà assoggetta all’imposta.

In secondo luogo, i destinatari: la platea interessata è quella dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali.

Non vi sono precisazioni al riguardo, ma chi scrive ritiene ragionevole pensare che si debba trattare dei soggetti iscritti negli elenchi Inps dei lavoratori autonomi dell’agricoltura, in linea con quanto il governo ha già fatto ad esempio per quanto riguarda l’Imu.

Complessivamente, con questa misura, dopo la cancellazione di Irap e Imu, il taglio di tasse per l’agricoltura è stimato in circa 1,3 miliardi di euro.

Da sottolineare che, mentre per Irap e Imu l’esonero è “strutturale” (cioè, senza limiti di tempo), il cosiddetto “taglio Irpef” sarebbe limitato a soli tre periodi d’imposta, a partire dal 2017 e, quindi, la prima dichiarazione Irpef nella quale i redditi dominicali e agrari non concorreranno a formare l’imponibile dovrebbe essere quella che si presenterà nel 2018, con il modello Unico o il modello 730. Sarebbe auspicabile che il taglio dell’Irpef agricola potesse essere considerato per legge già in sede di versamento degli acconti per il periodo d’imposta 2017, in modo da renderlo fruibile già nel corso dello stesso 2017.

 

Decontribuzione per gli under 40

Le scarne righe del comunicato stampa del Cdm (vedi box), non offrono gran che.

Da altre fonti definite “qualificate” dall’agenzia Ansa, si apprende che sarebbe previsto quanto segue: per gli under 40 che aprono un’impresa agricola è previsto l’esonero dei contributi previdenziali al 100% per i primi tre anni e poi del 66% e 50% per il quarto e quinto anno.

 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 42/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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