Quando l’agricoltore è “attivo”; il nodo partita Iva

Per i dipendenti part-time e i pensionati. Una circolare Agea specifica i requisiti e la documentazione attestante


registro

Gli aiuti comunitari 2015-2020 sono percepiti dai soggetti che rivestono la qualifica di “agricoltore attivo”.

Questo requisito della nuova Pac è una novità che persegue lo scopo di selezionare i beneficiari dei pagamenti diretti, escludendo gli agricoltori “non attivi”: un requisito molto complesso, disciplinato da numerose normative comunitarie e nazionali (tab. 1).

In ultimo, il 20 marzo 2015, Agea ha emanato una Circolare che chiarisce i requisiti, le procedure e la documentazione necessaria per dimostrare la qualifica di “agricoltore attivo”.

Con questa Circolare, la normativa sull’agricoltore attivo è definitivamente chiarita e consente di procedere alla presentazione della domanda di assegnazione dei nuovi titoli 2015-2020 e alla domanda di pagamento 2015, entrambe con scadenza fissata al 15 giugno 2015.

Quando si applica

L’esistenza del requisito di “agricoltore attivo” costituisce una condizione necessaria ed imprescindibile per l’ottenimento dei contributi dell’Unione europea (tab. 2).

Questo requisito si applica sia ai regimi di sostegno del Reg. 1307/2013 (pagamenti diretti) sia ad una serie di misure previste Reg. 1305/2013 (sviluppo rurale). Ad esempio, anche i contributi alle assicurazioni agevolate, l’agricoltura biologica e le indennità compensative per le zone svantaggiate sono soggetti al possesso del requisito dell’agricoltore attivo.

La normativa è molto complessa. I “veri” agricoltori non hanno difficoltà a dimostrare il requisito di “agricoltore attivo”. Invece, ci sono casi molto complessi soprattutto per i soggetti che non hanno partita Iva in campo agricolo (part-time, pensionati) ed importanti casi di esclusione (enti pubblici, società immobiliari).

Gli agricoltori “non attivi”

Gli agricoltori non attivi appartengono a quattro categorie (tab. 3).

Attività agricola minima

Il Reg. 1307/2013 prevede che non vengano concessi pagamenti diretti a persone fisiche o giuridiche le cui superfici agricole siano mantenute naturalmente in uno stato idoneo al pascolo o alla coltivazione e su cui non siano svolte le attività agricole minime fissate dallo Stato membro.

Lista nera fissata dall’Ue

Il Reg. 1307/2013 (art. 9, par. 2) prevede l’esclusione dai pagamenti diretti dei soggetti che appartengono alla cosiddetta lista nera (black list): aeroporti, servizi ferroviari, impianti idrici, servizi immobiliari, terreni sportivi e aree ricreative permanenti.

Lista nera fissata dall’Italia

L’Italia ha operato un ampliamento della lista nera a quattro categorie di soggetti:

–   banche e finanziarie;

–   soggetti che svolgono attività di intermediazione commerciale (es. società immobiliari);

–   assicurazioni;

–   Pubblica amministrazione, fatta eccezione per gli enti che effettuano formazione e sperimentazione in campo agricolo e degli enti che gestiscono usi civici. Sono fatti salvi dall’esclusione gli enti che effettuano formazione e sperimentazione in campo agricolo, quindi le aziende agricole delle Università, degli Istituti tecnici agrari e dei centri di ricerca, e gli enti che gestiscono usi civici.

Lo svolgimento delle attività di formazione e/o sperimentazione in campo agricolo o la gestione degli usi civici è provata da Agea mediante l’acquisizione di informazioni presso le Amministrazioni competenti o vigilanti ovvero attraverso la verifica di idonea documentazione probatoria.

Agricoltori senza requisiti

Altri agricoltori non attivi sono i soggetti che non possiedono i requisiti minimi: coloro le cui attività agricole costituiscono solo una parte insignificante delle loro attività economiche complessive o la cui attività principale o il cui oggetto sociale non è l’esercizio di un’attività agricola. Questi soggetti sono quelli che non hanno i requisiti dell’agricoltore attivo, riportato nel prossimo paragrafo.

I requisiti dell’agricoltore attivo

L’individuazione dell’agricoltore attivo è verificata se il soggetto possiede almeno uno dei seguenti tre requisiti (tab. 4):

  1. agricoltore sotto un certa soglia di pagamenti diretti;
  2. iscrizione all’Inps;
  3. titolari di partita Iva.

Agricoltore sotto un certa soglia

Gli agricoltori sono attivi se nell’anno precedente hanno percepito pagamenti diretti di ammontare inferiore a:

–   5.000 euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate;

–   1.250 euro nelle altre zone.

In Italia la maggior parte dei beneficiari della Pac sono al di sotto di tale soglia; infatti, i percettori di aiuti inferiori a 5.000 euro rappresentano nel nostro Paese l’87% della platea dei beneficiari, anche se la loro quota sull’ammontare dei pagamenti erogati è stata solo del 26%. Di conseguenza, la maggior parte dei beneficiari attuali della Pac è “agricoltore attivo” per il fatto di essere sotto una certa soglia di pagamenti diretti; infatti, tutti i piccoli agricoltori sarebbero considerati attivi, indipendentemente dal loro status (part-time, pensionati, assenteisti ecc.).

Iscrizione all’Inps

L’iscrizione all’Inps deve riguardare il richiedente dei pagamenti diretti in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (Iap) o colono o mezzadro. Non vale iscrizione all’Inps di un dipendente.

Titolari di partita Iva

La partita Iva deve essere attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014 e, a partire dal 2016, l’agricoltore deve presentare anche la dichiarazione annuale Iva. Per le aziende con superfici prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate non è necessaria la dichiarazione annuale Iva.

Per partita Iva attiva in campo agricolo si intende quella individuata dal codice ATECO 01 agricoltura. In altre parole, il certificato di attribuzione della partita Iva deve riportare il codice ATECO 01.

Le aziende, in cui è sufficiente il possesso della partita Iva in campo agricolo (senza dichiarazione dell’Iva nel 2016), sono quelle con superfici agricole ubicate, in misura maggiore al 50%, in zone montane e/o svantaggiate ai sensi del Reg. 1257/1999, ossia la classificazione di zone montane e/o svantaggiate, utilizzate ai fini del Psr.

Deroghe per gli agricoltori non attivi….

L’ARTICOLO INTEGRALE Può ESSERE LETTO SU TV 15/2015

 


There are 2 comments

  1. Giovanni

    Percepisco un pagamento diretto di 1400 euro
    Ho una partita iva agricola attivata dal 1996
    Vorrei sapere se oltre alle dichiarazione iva se dovrei anche iscrivermi alla camera del commercio (che penso che comporterebbe pagare i contributi inps).

    1. Angelo Frascarelli

      Il lettore chiede se è necessaria l’iscrizione alla Camera di Commercio per beneficiare dei pagamenti della Pac.
      Il problema riguarda il requisito di “agricoltore attivo”.
      Precisiamo che l’iscrizione alla Camera di Commercio non viene mai richiesta per dimostrare il requisito di “agricoltore attivo”. In ogni caso, l’iscrizione alla Camera di Commercio non comporta automaticamente l’obbligo di versamento dei contributi Inps.
      Ricordiamo che l’agricoltore può utilizzare sei fattispecie per dimostrare di essere “attivo”:
      1. agricoltore sotto una certa soglia di pagamenti diretti nell’anno precedente (5.000 euro per le aziende prevalentemente ubicate in montagna e/o zone svantaggiate; 1.250 euro nelle altre zone);
      2. iscrizione all’Inps, in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (Iap) o colono o mezzadro;
      3. titolari di partita Iva attivata in campo agricolo prima del 1° agosto 2014 e, a partire dal 2016, anche la dichiarazione annuale dell’Iva;
      a queste tre fattispecie, aggiungono le seguenti tre deroghe che hanno la stessa valenza:
      4. i proventi totali ottenuti da attività agricole nell’anno precedente rappresentano almeno un terzo dei proventi totali ottenuti nell’anno precedente;
      5. l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente;
      6. l’attività principale o l’oggetto sociale di una persona giuridica è registrata come attività agricola.
      L’agricoltore in questione dichiara di percepire un importo dei pagamenti diretti di 1.400 euro, in zona non montana e svantaggiata; quindi non può utilizzare la prima fattispecie.
      L’agricoltore non è iscritto all’Inps, in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (Iap); quindi non può utilizzare la seconda fattispecie.
      L’agricoltore possiede la Partita Iva dal 1996 e presenta dichiarazione annuale dell’Iva; quindi è “agricoltore attivo”, in base alla terza fattispecie.
      Nel caso l’agricoltore sia in regime di esonero Iva e non presenti la dichiarazione annuale dell’Iva, anziché tenere la contabilità Iva e presentare la dichiarazione annuale dell’Iva potrebbe utilizzare una delle tre deroghe.
      In particolare si segnala la fattispecie n. 5, che è la più accessibile: l’importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da attività non agricole nell’anno precedente.

      Angelo Frascarelli

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