Quando l’erba è seminativo o prato

Greening e prato permanente


seminativo

Domanda

Sono titolare di un’azienda agricola con una superficie ammissibile di 113,76 ha, così articolata, 24,4 seminativi, 89,33 prato permanente. L’azienda è soggetta ai fini del pagamento verde ai seguenti vincoli: diversificazione: almeno due colture, la principale non maggiore del 75% della superficie a seminativo; EFA pari al 5% della superficie a seminativo, nella fattispecie 1,22 ha; mantenimento dei prati permanenti. Considerato che la superficie ammissibile è costituita per più del 75% da prato permanente naturale l’azienda è esonerata dall’obbligo della diversificazione e delle EFA.

Quali sono le piante erbacee tradizionalmente presenti nei pascoli naturali o solitamente comprese nei miscugli di sementi per prati e pascolo che si possono coltivare per la produzione di foraggi, sia nelle superfici a seminativo che a prato? Esiste un elenco esaustivo di tali specie e dei di loro miscugli? Nel piano di coltivazione come vanno indicate le piante erbacee da foraggio?

Quale è la discriminante tra una superficie a seminativo utilizzata per la produzione di erba o di altre erbacee da foraggio e quella di prato permanente con la stessa finalità produttiva?

Affinché una superficie agricola possa essere classificata come prato permanente sono sufficienti le seguenti due condizioni?

  1. Presenza di erba e altre piante erbacee da foraggio, spontanee o coltivate;
  2. Presenza di erba e altre piante erbacee da foraggio per almeno 5 anni consecutivi sulle stesse, ossia non vi deve essere rotazione avvicendamento per più di 5 anni.

Un “seminativo a riposo” non destinato ad EFA diventa prato permanente?

Nel caso di monosucessione sullo stesso appezzamento, per più di 5 anni, della stessa coltura (es. orzo o avena) non essendoci avvicendamento lo stesso deve essere considerato sempre un seminativo?

Risposta

Il lettore pone una serie di domande relative alla definizione di “prato permanente” e di erba e altre piante da foraggio; queste definizioni sono fondamentali per comprendere e rispettare gli impegni del greening.

La definizione di “prato permanente” (art. 4, par. 1, lett. h), Reg. 1307/2013) è la seguente: terreno utilizzato per la coltivazione di erba o di altre piante erbacee da foraggio, naturali (spontanee) o coltivate (seminate), e non compreso nell’avvicendamento delle colture dell’azienda per almeno cinque anni o più.

La definizione di “erba o di altre piante erbacee da foraggio” (art. 4, par. 1, lett. i), Reg. 1307/2013) è la seguente: “Tutte le piante erbacee tradizionalmente presenti nei pascoli naturali o solitamente comprese nei miscugli di sementi per pascoli o prati nello Stato membro, utilizzati o meno per il pascolo degli animali”.

Un ulteriore chiarimento normativo ha precisato che……

Leggi la risposta completa di Angelo Frascarelli su Terra e Vita 13/2017 L’Edicola di Terra e Vita


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