Sei progetti per mettere sotto scacco la Xylella

Selezionati e finanziati dalla Regione Puglia con il bando per la ricerca con Codice A (cioè aperto a tutti gli Enti di ricerca nazionali) che partiranno nel 2017. Breeding, precision farming, monitoraggio e lotta bio per limitare gli abbattimenti


xylella

Redoxy, Antidote, Xylmap, Fata, Cisol, Gesoliv. Sono gli acronimi dei sei progetti selezionati e finanziati dalla Regione Puglia con il bando per la ricerca con Codice A (cioè aperto a tutti gli Enti di ricerca nazionali). I sei progetti partiranno nel 2017, ma produrranno i risultati definitivi non prima di 2 o 3 anni. Ecco gli obiettivi e i risultati attesi, dalla voce dei rispettivi coordinatori scientifici.

 

Nuove linee resistenti

Sulla resistenza varietale punta Redoxy (Resistenza dell’olivo a xylella), il cui soggetto promotore è il Dipartimento di scienze del suolo, della pianta e degli alimenti (Disspa) dell’Università di Bari. «Considerata l’ampia piattaforma varietale pugliese dell’olivo, valuteremo la suscettibilità a Xylella fastidiosa subsp. pauca (Xf) di germoplasma autoctono e delle linee F1 ottenute da un incrocio controllato di cv. Simona x Oliastro – informa Vito Nicola Savino –. Inoltre produrremo, con breeding programmato, progenie di varietà ritenute più tolleranti come il Leccino per ottenere nuove linee portatrici di caratteri di resistenza e agronomicamente validi».

Il progetto punta a individuare fonti di resistenza genica «attraverso: 1. prove di campo, per verificare il comportamento delle singole accessioni in condizioni ambientali tipiche del Salento e l’eventuale preferenza dei vettori alle singole varietà; 2. inoculazione artificiale, quale possibile strumento di screening rapido delle varietà più tolleranti; 3. breeding per ottenere nuove linee di resistenza e studiare la segregazione dei caratteri di resistenza; 4. studio dei fattori genetici coinvolti e approccio di next generation sequencing per individuare i geni coinvolti e comprendere i meccanismi della resistenza».

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 46/2016 L’Edicola di Terra e Vita


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