Primavera 2017, incubo siccità

La riserva idrica disponibile è ai minimi degli ultimi 10 anni, al di sotto anche del livello registrato nell’annata peggiore del decennio (il 2007)


siccita1

Si sta aggravando la siccità su molte regioni italiane e in particolare sul Triveneto e l’Emilia-Romagna, ma anche in alcune zone del centro e sulla Lombardia. E il fatto che non si prevedano almeno sino a Pasqua passaggi di perturbazioni importanti, aumenta la preoccupazione per l’agricoltura.

Da mesi, ormai, non si vedono le normali piogge, e si fa sempre più strada lo spettro siccità specie al Nord Italia, dove il contesto è poco rassicurante perché è in arrivo il caldo (anzi un po’ si è già fatto sentire) con un sensibile aumento dell’evaporazione.

Ma il problema delle scarse piogge riguarda quasi tutta Italia, perché le piogge in questi mesi sono venute con estrema irregolarità, e sovente ci sono anche state temperature superiori alla media.

Secondo Arpa Lombardia, gli invasi idroelettrici del segmento alpino centrale sono quasi a secco, mentre il livello dei laghi prealpini è mantenuto solo dal disgelo fortemente anticipato, il che pone serie preoccupazioni per i prossimi mesi, visto che la quantità di neve rimasta in montagna è ben poca. Complessivamente la riserva idrica disponibile è ai minimi degli ultimi 10 anni, al di sotto anche del livello registrato nell’annata peggiore del decennio, il 2007.

L’assenza di precipitazioni ha determinato in Veneto una situazione di grave criticità in termini di siccità che, per quanto riguarda le falde, sta superando in negativo ogni record storico relativamente agli ultimi 20 anni. Ma le conseguenze si vedono anche su corsi d’acqua piccoli e grandi. Analizzando il periodo ottobre-marzo, c’è un deficit di 170 millimetri di precipitazioni, a fronte dei 350 millimetri attesi, che difficilmente potrà essere recuperato, in considerazione del fatto che non c’è neve da sciogliere in montagna.


Pubblica un commento