Il Macfrut premierà le innovazioni più sostenibili

Dal 23 al 25 settembre la prima edizione del Macfrut Innovation Award che premierà le innovazioni tecniche più significative in termini di sostenibilità ambientale ed economica e miglioramento della qualità dei prodotti


fiera

L’ha superato ampiamente l’obiettivo dei mille espositori che si era prefisso, Renzo Piraccini, patron del Macfrut nonché presidente di Cesena Fiere che questa mattina ha presentato ufficialmente alla stampa tutti i numeri della trentaduesima edizione del principale salone italiano dedicato all’ortofrutta in programma per la prima volta nella sede di Riminifiera dal 23 al 25 settembre.
Sarà il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, a tagliare il nastro di quella che si annuncia come un’edizione record. Trentatremila mq espositivi (+33%); oltre mille gli espositori attesi da cinque continenti: uno su cinque sarà straniero provenienti da 30 Paesi. Oltre 350 buyer da tutto il mondo; 53 gli eventi in programma tra workshop e meeting oltre che la versione trade del Fruit veg Fantasy Show che coinvolgerà i cuochi di punta del Gambero Rosso.
«Macfrut è l’emblema dell’Italia – ha spiegato Piraccini – un’anima locale in un’ottica globale. Locale perché mantiene ben salde le sue origini, essendo ancora organizzata da Cesena Fiera. Globale perché viene ospitata in una sede di livello europeo, come la Fiera di Rimini, e perché ha fatto dell’internazionalizzazione la sua scommessa».
Tra le novità di quest’anno la prima edizione del Macfrut Innovation Award che premia le innovazioni tecniche più significative in termini di sostenibilità ambientale ed economica e miglioramento della qualità dei prodotti.
Undici i settori espositivi che coprono tutta la filiera ortofrutticola (Sementi, Novità vegetali & Vivaismo, Tecnologie produttive, Produzione, Commercio & Distribuzione, Macchinari & Tecnologie, Materiali & Imballaggi, IV gamma, Frutta secca, Logistica, Servizi) distribuiti in sei padiglioni, 4 post-raccolta e 2 pre-raccolta.
Strategica la partnership sull’internazionalizzazione con Unicredit che punta a rilanciare l’export ortofrutticolo che è già la seconda voce dell’export agroalimentare (dopo l’enologico) con 4,1 miliardi di euro.
«L’orizzonte export e la valorizzazione del Made in Italy – ha precisato Carlo Marini, responsabile ufficio group clients internationalization di UniCredit – costituiscono un elemento fondamentale per lo sviluppo della produttività anche per il settore agroalimentare. Per questa ragione abbiamo deciso di sostenere l’edizione 2015».


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