Prezzo del latte, 37 cent da dicembre a febbraio

Accordo raggiunto al tavolo latte di filiera convocato dal ministero


latte

Nel Nord Italia un litro di latte alla stalla verrà pagato 37 centesimi al litro da dicembre 2015 a febbraio 2016. È il risultato del doppio accordo sul prezzo raggiunto al tavolo latte di filiera convocato dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali lo scorso 26 novembre dopo la ripresa delle manifestazioni di protesta da parte del mondo agricolo.

Assolatte, in rappresentanza dell’associazione dell’industria di trasformazione, e le organizzazioni agricole Coldiretti, Confagricoltura e Cia per conto dei produttori, hanno concordato (primo passaggio) un pagamento di 36 centesimi per litro di latte che verrà riconosciuto anche da Lactalis, il più grande primo acquirente del latte nazionale, in tutto il Nord-Italia.

A questo valore si aggiungerà (secondo passaggio) ancora 1 centesimo utilizzando, come prevede l’intesa quadro annunciata dallo stesso ministero delle Politiche agricole, i 25 milioni di euro di fondi Ue straordinari per il settore zootecnico agli allevatori come aiuti diretti per il latte prodotto e commercializzato nei mesi di dicembre 2015, gennaio e febbraio 2016. Complessivamente il valore riconosciuto agli allevatori in questi 3 mesi di consegne sale di oltre 3 centesimi arrivando a 37 cent al litro.

Le parti, comprese le cooperative e la Gdo presenti al tavolo ministeriale, hanno concordato anche l’utilizzo di meccanismi di indicizzazione da inserire nei contratti e la promozione dell’utilizzo di contratti standard per rendere più trasparenti i rapporti di filiera. La Gdo si impegna a realizzare campagne straordinarie di valorizzazione e promozione dei prodotti lattiero caseari italiani, attraverso iniziative che rendano riconoscibile l’origine da parte dei consumatori.

 

Martina, le Professionali e l’industria

«Facciamo un deciso passo in avanti – ha commentato il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina – sbloccando le relazioni tra i soggetti della filiera, con impegni utili a far ripartire il settore. Abbiamo stabilito un intervento immediato a favore delle imprese lattiere, attraverso i 25 milioni di euro europei e trovato l’intesa su misure strutturali come l’indicizzazione del prezzo e l’utilizzo di contratti standard».

Per il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, si tratta di «un primo risultato concreto della nostra mobilitazione che ha coinvolto decine di migliaia di allevatori con presidi nelle industrie e nei supermercati». Secondo l’ufficio studi della Coldiretti tra effetti diretti e indiretti sul mercato nazionale del latte «l’accordo porterà almeno 340 milioni di euro su base annua in più nelle stalle italiane». Soddisfatto anche Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia. «Per la prima volta c’è stato il diretto coinvolgimento della grande distribuzione organizzata, che si è aggiunta a produttori e industria. A tutto questo – ha aggiunto ancora Prandini – si potranno aggiungere poi le risorse che le singole regioni vorranno stanziare per compartecipare al fondo di intervento straordinario della Ue e sostenere così gli allevatori nelle rispettive realtà di riferimento».

Commenti abbastanza positivi anche da Confagricoltura. Il presidente Mario Guidi lo definisce un «accordo ponte che avvia un percorso preciso per definire nuovi rapporti di filiera» mentre Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Lombardia, parla di «moderata soddisfazione» per l’esito del tavolo latte. «Diamo inoltre atto all’industria – ha precisato il presidente della Federazione nazionale lattiero-caseario di Confagricoltura, Luigi Barbieri – di aver rinunciato al modello di indicizzazione del prezzo del latte proposto negli ultimi mesi e basato sull’andamento del mercato tedesco, non adeguato alla situazione italiana».

Per il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino, «non è una soluzione risolutiva della crisi del comparto, ma rappresenta un segnale di distensione per i prossimi mesi. Adesso avanti con le nostre richieste, ora si deve puntare sulla qualificazione dell’offerta».

Critica invece la reazione di Copagri: «Noi non tradiamo i produttori. Con la firma di questo accordo in 3 mesi si perderanno quasi 300 milioni di euro».

«Confidiamo – ha detto Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo, – che l’accordo raggiunto, per un prezzo del latte a 36+1 centesimi al litro, riporti un clima di serenità. I 37 centesimi al litro sono il prezzo che Granlatte, il consorzio che controlla Granarolo, riconosce ai propri allevatori da qualche mese”.

 

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