Prezzi del mais sotto scacco siccità

Il punto di Serra sulle possibili evoluzioni del prezzo che potrebbe raggiungere i 200 €/t sulle nostre borse merci


scacco

Le piogge sono arrivate, ma la situazione (del mais) resta difficile e irrigare costa. I prezzi nei prossimi mesi saranno migliori?

Che il clima secco sia oggi il fattore più importante e “pericoloso” per il mais, ma anche per la soia, è fuori discussione. È anche vero che l’Italia era e resta dipendente dal massivo import di prodotto comunitario ed estero e che sulle nostre piazze si sconta non solo il clima “locale” ma anche quanto succede in un contesto più ampio e allargato all’Europa e al resto del mondo maidicolo. Se nelle prossime settimane permarrà in Europa (Francia e Germania) un clima secco, l’effetto riflesso sarebbe di un rafforzamento sui mercati Comunitari, e quindi anche Italiani, con prospettiva di un prezzo sulle nostre borse merci prossimo ai 200 €/t. In aggiunta a questo potenziale rischio climatico, resta anche il supporto diretto dell’industria e di parte del mercato che richiede prodotto con caratteristiche e origine “100% Italiana”. Guardando all’altra faccia della medaglia, bisognerà fare attenzione anche a fattori potenzialmente “ribassisti” come la pressione commerciale del mais dall’Est Europa (Ungheria in primis) e dall’Ucraina/Brasile; questi ultimi avvantaggiati, oggi e come si prevede in ambito finanziario forse anche domani, dall’euro forte sul dollaro.


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