I prezzi (bassi) dei prodotti rallentano le vendite

Dopo un 2015 molto negativo, anche il 2016 fatica a invertire il trend. Le commodity ai minimi ormai da diverso tempo non stimolano agricoltori e terzisti a investire. Solo con alcuni Psr la situazione si è sbloccata


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Seminatrici ancora imbrigliate dal perdurare di prezzi dei prodotti agricoli a livelli decisamente bassi.

Il quadro del mercato italiano di queste macchine, così come  emerge da un veloce giro di consultazioni con i principali player sul nostro territorio, non è purtroppo dei migliori anche se ci sono dei dovuti distinguo da fare. Innanzitutto la stagione “drammatica” è stata quella del 2015, con cali che sono arrivati a sfiorare il 20% (vedi seminatrici di precisione). Anche il primo semestre 2016 non ha fatto registrare particolari recuperi, ma comunque occorre analizzare le diverse tipologie di macchine presenti sul mercato.

Parlando di macchine monogerme (mais, soia ecc.), alcuni costruttori presentano infatti un dato 2016 addirittura in positivo rispetto alla stagione scorsa. Spesso si tratta di modelli con trasmissione elettrica e  Isobus compatibili. Una caratteristica, infatti, che sembra aver sempre più successo è proprio la compatibilità Isobus con tutti i sistemi automatici annessi (ad esempio la gestione delle sezioni), se non addirittura i sistemi di semina a rateo variabile, adatti in particolare per chi punta su ibridi di mais ad alto investimento.

Per quanto riguarda le macchine a file, invece, siamo leggermente indietro rispetto allo scorso anno, ma si parla di cali “limitati” al 4-5%. Insomme, nonostante i prezzi del grano ai minimi il settore in generale quest’anno non è crollato.

Anche il comparto della minima lavorazione ha fatto registrare un segno positivo (+4%), e in seconda battuta la semina delle cover crop. In altre parole, gli agricoltori iniziano a pensare alle combinate per la minima lavorazione (non quelle classiche con l’erpice rotante, per intenderci). Si tratta di cantieri (dischiera frontale, modulo per compattamento e modulo di semina) che hanno beneficiato di alcuni Psr e che stanno dando grandi risultati.  Tra l’altro non tutti i costruttori le hanno in gamma e sono tutte prevalentemente Isobus. Questo discorso vale soprattutto per contoterzisti o grosse aziende che sposano l’agricoltura conservativa e la minima lavorzione. Ormai, fa notare un costruttore, queste macchine non devono più essere ”spinte” come una volta, perchè sono i clienti stessi a richiederle direttamente.

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