Frumento tenero, la ripresa è confermata. Italia. Si confermano segnali di ripresa grazie all’irrigidimento dei mercati europei. La domanda oggi è più pressante e non incontra pari offerta: si creeranno ulteriori spazi per un rincaro delle quotazioni? Intanto le borse di Bologna e Milano ratificano aumenti di 2-3€/t, mentre restano ancora sui 160 €/t partenza i grani di forza nostrani, limitati dagli austriaci quotati sui 175 arrivo.

Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 22 al 28 aprile)

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Frumento tenero, la ripresa è confermata

Italia

Si confermano segnali di ripresa grazie all’irrigidimento dei mercati europei. La domanda oggi è più pressante e non incontra pari offerta: si creeranno ulteriori spazi per un rincaro delle quotazioni? Intanto le borse di Bologna e Milano ratificano aumenti di 2-3€/t, mentre restano ancora sui 160 €/t partenza i grani di forza nostrani, limitati dagli austriaci quotati sui 175 arrivo. Al lumicino l’utilizzo dei grani esteri come l’Usa e l’australiano penalizzati dal cambio e da prezzi all’origine che li pongono a premio del 15% rispetto ai comunitari.

 

Duro, il meno caro al mondo

Italia

Dopo aver preso il primo aumento sui “mercantili”, ecco segnali di ripresa anche per il Fino ed il Buono-mercantile che vedono rincari di 2-5€/t sulle piazze del Centro Nord. A favore di ulteriori aumenti nelle prossime settimane è il fenomeno della scarsa offerta a fronte di una domanda che, nonostante le lunghe coperture già operate, ritiene il prezzo odierno il minimo dell’annata. Le quotazioni italiane sono le meno care al mondo anche se la qualità non sempre è perfetta. Al momento i campi sono in discreto stato vegetativo, ma la scarsa volontà di entrare in campo per concimare e trattare, introduce il rischio proteina e rese.

 

Mais, apprensione per le semine

Italia

Situazione che non pare tranquillizzarsi. L’offerta è molto tenuta al limite dell’essere assente e la domanda deve rivolgersi ai mercati centro-europei che sperimentano seri problemi nella consegna via treno o camion: risultato sono gli aumenti di 3-4€/t sulle piazze del Nord Italia. Apprensione per le semine. Il differenziale di prezzo tra le piazze del Nord e la Francia è sempre oltre il “logistico”.

 

Cereali foraggeri e oleaginose

Italia

Cereali foraggeri: se il comparto grano e mais sono in ripresa da settimane, questo traina anche i foraggeri che negli ultimi giorni vedono maggiore richiesta e quotazioni al rialzo sulle piazze italiane; l’orzo consolida rincari di +2-3€/t e il sorgo un paio di €/t.

Oleaginose: il corso resta estremamente volatile con la soia che vede sensibili rincari sui mercati a termine che si traducono, ingigantiti dall’effetto cambio, in aumenti di 5-7€/t su Milano e Bologna.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.
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