I pregi dell’impianto orizzontale di astoni di pioppo e salice

La metodologia sperimentata dall’Unità di ricerca di Casale Monferrato (Al)


impianto

Le piantagioni dedicate alla produzione di biomassa con specie a rapida crescita (o Cedui a turno breve – Ctb) sono da anni oggetto di studi e sperimentazione in molti Enti pubblici e privati in Europa e nel resto del Mondo. In Italia però la filiera stenta a partire a causa del prezzo troppo basso del materiale sul mercato che non assicura redditività da queste piantagioni; solo ultimamente, la costruzione di alcune grandi centrali a biomassa per combustione di cippato, come quelle di Olevano in Lombardia e Cavallermaggiore in Piemonte, ha incentivato il mercato di materiale lignocellulosico, ma ancora, lo sviluppo di nuove coltivazioni langue.

La ricerca è quindi sempre più volta a selezionare materiale genetico altamente produttivo e resistente alle malattie e alla siccità, per diminuire l’entità delle cure colturali necessarie e massimizzare le produzioni, ma anche a sviluppare tecniche e tecnologie per la coltivazione che permettano un risparmio di tempo e di manodopera. A tal proposito, negli ultimi 10 anni presso l’azienda ‘Mezzi’ dell’Unità di ricerca per le Produzioni legnose fuori foresta (PLF) di Casale Monferrato, sono state svolte ricerche su una nuova metodologia di impianto, che ha dato buoni risultati e ha portato alla messa a punto di un prototipo di macchina trapiantatrice.

Nei vivai e nei barbatellai

Nei vivai, nei barbatellai e nei Ctb biennali per biomassa, pioppo e salice vengono piantati verticalmente nel suolo come talee, cioè porzioni di fusto lunghe circa 22 cm, dotate di punta nel lato inferiore (per favorire l’inserimento nel terreno) e una gemma apicale a circa un centimetro di distanza dal lato superiore della talea, che genererà la nuova pianta.

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 28/2016 L’Edicola di Terra e Vita

1) Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) – Unità di ricerca per le produzioni legnose fuori foresta (Plf), St. Frassineto Po 35, Casale Monferrato (Al)
2) Università di Torino, Dipartimento Deiafa, via Leonardo da Vinci, 44, Grugliasco (To)


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